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Dedica ad un amico fragile

Hai pianto mille lacrime e quando non ne avevi più te le sei fatte prestare; hai urlato a squarciagola fino a che la tua voce non era che un flebile sussurro contro le pareti del silenzio; hai preso a pugni il tempo per la rabbia di non poter tornare indietro; hai maledetto di esser nato ignorando la bellezza della natura attorno a te e pensando solo a ciò che avevi dentro; hai supplicato le ombre della notte di soffocarti con oscure carezze, senza pensare che l'oscurità avrebbe poi catturato chi ti ama; hai desiderato essere diverso da come sei, per la paura di non essere come gli altri, non pensando che distinguersi è una bella cosa; hai dimenticato di vivere, limitandoti ad esistere, come esiste un sasso, come esiste una scatola; e io so tutto questo perché l'ho fatto anche io in passato; ma è ora di gridare basta, è ora di pensare a te stesso, è ora di far vedere che anche tu puoi vivere, non solo sopravvivere, che anche tu hai voce in capitolo nel libro della tua esistenza e nel mondo intero, un libro ancora tutto da scrivere: la penna è lì, pronta a fare il suo dovere, ora tocca a te riempire le pagine...



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Opera scritta il 08/11/2014 - 21:37
Da Gilles Garufi
Letta n.1420 volte.
Voto:
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Commenti


Gilles , sarò breve , bravo , sei una persona di cuore , lo sento.
Se ti fa piacere , ti dico che quando sei nato tu , ancora c'erano festeggiamenti x strada x un Mondiale vinto , e io ero un ragazzino di 14 anni felice e poi rimasto x sempre ragazzino

salvatore alvaro 09/11/2014 - 17:54

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Donare un momento di vita ad un amico
è cosa pregiata cosi come i tuoi versi!
Complimenti!
Giancarlo

giancarlo gravili 09/11/2014 - 17:15

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Ogni volta che si parla di Vita, bellezza, Gioia, non si può che sentirsi profondamente mortificati nel pensare a chi di tutto ciò parli a partire, però, da una condizione di invalidità gravi. Che da tanto della vita escludono e tanto dolore fanno provare. Io, però, ho avuto lo straordinario PRIVILEGIO di conoscere da vicino Persone con eccezionali limitazioni fisiche che della loro vita hanno fatto capolavori assoluti. Ho anche sperimentato lo straordinario cammino di coloro che hanno avuto vicino persone care incapaci di autocoscienza e controllo di sé. E' stato allora che ho maturato la convinzione dell'esistenza di particolarissime vocazioni <a due>, appunto, in cui una persona è chiamata
a testimoniare lo straordinario valore della sofferenza vissuta; l'altra persona che vuole essere accanto, l'altrettanto straordinario valore dell'amore e dell'assistenza globale a QUESTE Persone. DOLORE e AMORE straordinari in stretta simbiosi!...
GRAZIE, Amico della tua testimonianza.
Vera

Vera Lezzi 09/11/2014 - 14:08

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Un racconto il tuo carico di sensibilità...Sarò un vero toccasana per il tuo adorato amico.

Auro Lezzi 09/11/2014 - 11:37

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Penso che leggendo questo racconto a parte il groppo in gola,ci si sente molto piccoli di fronte alle grandi miserie del nostro tempo...sei stato molto bravo nel rappresentare tutto questo disagio...ciao!

Anna Rossi 09/11/2014 - 11:33

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