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Paradiso

Paradiso, Paradiso,
canticchiava col sorriso:
<Io lo so che non ci credi
ma ci vado anche a piedi
e mi avvio quando voglio.>
Era fisso quel pensiero,
ne parlava con orgoglio,
era stato un Crocifisso
ad averglielo promesso
e lo ripeteva spesso.
Era un dono quel ragazzo
un’offerta, un’ oblazione,
ma per molti era un pazzo.
La sua vita una canzone:
<Io ci vado in Paradiso
e lo faccio quando voglio>
era come un’ossessione.
Per un poco scompariva,
se ne andava, poi veniva
ma un giorno sul più bello
sparì senza tornare
e chi stette ad aspettare
sentì spesso il ritornello
<Io ci vado in Paradiso
e lo faccio quando voglio.>
Fu trovato sullo scoglio
con il volto fracassato
ma col solito sorriso.



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Opera scritta il 26/12/2014 - 17:19
Da Ugo Mastrogiovanni
Letta n.1620 volte.
Voto:
su 8 votanti


Commenti


Una poesia molto profonda e riflessiva...bravo Ugo, buona serata,

Chiara B. 29/12/2014 - 18:17

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Io penso che le anime così percepiscano
già il Paradiso,e cercano,
in qualche modo, di trasmetterci la sua
esistenza.Persone da cui bisognerebbe attingere una moltitudine di insegnamenti,
sentimenti e valore,vero, della vita!
Grazie per questo accento.
Ciao Ugo...

Gio Vigi 27/12/2014 - 15:43

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una poesia che ci porta a riflettere sulla fragilità umana!Bravo Ugo!

Anna Rossi 27/12/2014 - 01:34

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Finale tragico.. ma poesia piena di significato!! Complimenti..

Lory C. 26/12/2014 - 19:44

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Tragicamente deliziosa,sicuramente avrà trovato il suo Paradiso,

genoveffa 2 frau 26/12/2014 - 18:48

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