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L'USIGNOLO E LA ROSA.

Disteso fra la fresca erica un fanciullino
un accorato pianto egli mandava
l'amore si invaghì del poverino
una rosa rossa il mezzo per aprir la strada,
ad un roseto egli la chiedeva
ma egli un fiore ormai non aveva.


Ascoltava dal suo nido un usignolo
credendo che oramai aveva trovato
colui che in cuore suo egli cantava,
l'amore che narrava e non conosceva;
Da quel suo nido egli si struggeva
come aiutar quel povero ragazzo
un modo allora c'era,
ma così orrendo era
che il sol non ebbe coraggio di guardare.


L'usignol sapiente allora fece
ciò che un umano essere non potrebbe fare,
il suo cuore contro una spina conficcò
e cantò tutta la notte del struggente amore
finchè il suo sangue una rosa colorò
regalando la sua vita ad un'amore.




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Opera scritta il 30/01/2015 - 15:42
Da eva kant
Letta n.1376 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Grazie mille a tutti.

eva kant 31/01/2015 - 19:46

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Bellissima, emozionante. Ciaooo

Fabio Garbellini 31/01/2015 - 07:02

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Dolcissima, struggente mi è piaciuta tantissimo.

Emanuele Sestito 30/01/2015 - 23:45

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Un racconto delicato, mi ricorda le canzoni di Branduardi.

Alessandro Sivieri 30/01/2015 - 22:02

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