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Vanitas vanitatum

Cascasse pure il cielo
e gli abitanti tutti che vi stanno,
sopra di me, sia pure
come una ghigliottina.
Ogni nube, ogni spirito di vento,
si spenga con il suono e l'universo
diventi un punto solo
e si squaderni ancora
(forse l'ultima volta)
ai miei occhi troppo stanchi e sofferenti.
Ed erri senza segno la masnada,
sorella mia ipocrita,
che schernisce il suo simile che cada,
quand'essa allunga il piede dentro un gran baratro.
Tutto quanto in malora:
resti tu sola, qui e ora.



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Opera scritta il 26/06/2015 - 19:53
Da Gianluca Geraci
Letta n.1786 volte.
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