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Jacopo dei fiori (parte seconda)

Infilò la stradina di campagna che conduceva alla collina, rallentò in modo da godersi quella visuale. Il sole di maggio regalava, avvolgendo ogni cosa, uno scorcio paradisiaco. Immaginò di essere molto fortunato. Tutto nella sua vita sembrava essere perfetto. La sua vita era, in quel momento, il confluire di tutti i suoi desideri.
Per l'occasione quella mattina aveva indossato i suoi jeans migliori, quelli chiari che rispettavano le forme di quella muscolatura affermata, la canottiera infilata in essi e un maglione blu che a detta di una sua collega, gli conferiva quell'aria da marinaio vissuto tanto apprezzata dal popolo femminile.
"Chissà se a lei sarebbe piaciuta.."
I suoi occhi, verdi come olive, si illuminavano al solo pensiero di questa nuova lei, tanto che ad un' attenta osservazione si poteva notare un leggero tremolio che tradiva quell'ansia da primo incontro.
Parcheggiò sullo spiazzale di una antica casa di campagna, la struttura era una vecchia cascina che, lascito della famiglia del padre, era finita tra i suoi averi. Vide con piacere che lei non era ancora arrivata, pensò che il tempo per una sigaretta lo avrebbe rilassato. Accese e si avviò verso il retro della casa .
Camminando rifletteva, si chiedeva se questa volta sarebbe stata " La volta", immaginava le fattezze di questa nuova donna, sperava avesse un animo gentile ed un portamento elegante quanto il lavoro richiesto richiedeva.
Arrivò davanti alla serra. La guardò quasi come un alpino guarderebbe una baita, in una sera di tempesta. Aprì e con sguardo amorevole si perse nel contemplare tanta bellezza. Ogni volta era la stessa emozione. Respirò l'aria intrisa di terra e radici, si deliziò dell' odore dei pollini. Era tutto perfetto.
Phalaenopsis, Dendrobium, Vanda erano tutte lì. Le sue amate orchidee lo aspettavano come ogni volta, immobili nella loro perfezione, come a rispettare la solennità dei loro incontri. Quanto le amava. Il loro ciclico germogliare lo rendeva orgoglioso e ogni volta meravigliato di come la natura potesse sfociare in tanta immacolata perfezione. Dalle comuni alle più rare, erano tutte lì per lui, dal quale dipendeva la loro vita. L'impianto di irrigazione provvedeva a far fuoriuscire dagli ugelli, di piccoli tubi verdi, una piacevole nebbiolina che avvolgeva le centinaia di ospiti della serra.
Si chinò a raccogliere dei fiori secchi caduti a terra. Rialzandosi pensò che forse non si era preso abbastanza cura di loro nell'ultimo periodo...ma ogni cosa sarebbe cambiata non avrebbe potuto sbagliare per sempre.
Fu distratto dal rumore di un' auto. Finalmente.
Scese dalla macchina una figura che, non corrispondeva a quella del suo immaginario. Per e-mail aveva dimenticato di chiedere l'età. La ragazza sui trent'anni non poteva avere l'esperienza necessaria. Aveva sbagliato ancora pensò.
Non si fece influenzare dal turbinio di pensieri, a passo deciso si avvicinò a lei che, abbassati i piccoli occhi neri simili a puntini, restò immobile. Scansò i lunghi capelli dal collo della ragazza e lì nell'incavo tra il collo e la spalla respirò a fondo....



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Opera scritta il 12/02/2013 - 14:42
Da Nik Nik
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