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Perdindirindina

Paonazzo come un papavero della Patagonia, mi proposi di passare la Pasqua col mio pitone Pampurio in un pellegrinaggio patafisico sul monte Palomar, portandomi al seguito una Polaroid, come un paparazzo postfelliniano affetto da un potente protagonismo perfezionistico.
Mi preparai alla partenza con un pranzo piuttosto particolare a base di prosciutto di Praga, profiterol alla provola e prezzemolo, peperoni alla paprica e pangrattato, porchetta al pepe e prugne alla panna di latte di pecora e così, pasciuto come un pappatacio sul pelo di un procione,
presi la mia Panda color pervinca, un passamontagna col ponpon di pelle di paguro, un paio di pinne di plastica, 10 palline da ping pong, un portapipe e, per finire, un piffero in palissandro di una prozia peruviana particolarmente procace e con la propensione alla prolissita'.
Ma, porca padella!, salendo sul pendio inciampai in una pietra piroclastica del pregiurassico e, capitombolando, mi procurai una paurosa escoriazione al polpaccio
che , con il kit di pronto soccorso, tamponai perfettamente riprendendo il percorso prestabilito. Salendo pian pianino incontrai, per caso, un pantegana di palude che si era persa e gli proposi prontamente un selfie da postare su Pinterest e, perché no, anche su un sito porno!
A questo punto la pancia reclamo' e cosi estrassi dal mio portapane, in puro pecari pechinese, un plaid da pic nic e mi preparai un pranzo prelibato!
Paella di Pamplona, peperonata ai profumi di Provenza, pasticcio di pesce palla al pompelmo, popone in salsa di pesca e petali di peonia e infine un pezzo di panpepato di Pienza...tiè!
Profondamente appagato, mi
spaparanzai su un prato di petunie
e mi appisolai sognando procaci ragazze ponpon che si passavano la palla in una palestra della Pennsylvania, osservate da
petulanti peones messicani, emuli di Pecos Bill, particolarmente propensi alla pennichella pomeridiana.
Dopodiché ridiscesi al piano e mi imbattei in una fiera paesana dei pennuti dove, preso da pressanti paturnie comprai un pappagallo del Parana', due pernici di pianura; tre pulcini di poiana; un passero solitario ed infine una gallina padovana, pluripremiata per il suo particolare piumaggio ; il tutto con il sottofondo di un poutpourri di pezzi peruviani suonati con un piffero preincaico da un ex percussionista di Pernambuco con una pancia da primato!
Oh!, perbacco!
Perdindirindina!!



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Opera scritta il 12/09/2017 - 10:07
Da Ferruccio Frontini
Letta n.1511 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Porca Prostituta, Particolarmente Potente, Parole Praticamente di indubbia Padronanza Piuttosto Piacevoli. Pittoresco da Pollice in su!
Caro Ferry, il buon cibo da Piluccare e la buona compagnia sono il perno di questa sorta di tautogrammata. Perdinci!
Uno scritto privo di Paturnie, anzi c'è un umoristico o comunque simpaticissimo schizzo di genialità. Riscontro un non so che di epico, tra Paesaggi, Pacchia, e Prelibatezze... alla faccia della Pancetta, la Pantagruelica abbuffata di cose buone, rendono il testo ancora più gustoso oltre che Paradossale. C'è pure il Pornazzo, non ti sei certi Privato, ecco.
Pravo!!!

post scriptum: Sei da Premiare, conferisco a te la Paternità di questa corrente letteraria in quanto sei unico, un Promotore, ecco.


Giuseppe Scilipoti 17/07/2019 - 14:02

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