L’eco dello scontro imminente
porta seco il vento della pianura
canti di guerra fino a notte fonda
attorno ai fuochi degli assedianti
nessun dorma in attesa dell’alba.
Sguardi tesi scrutano dalle mura
il crepitare dei fuochi nella pianura
presagio di morte e sventura
porta il vento e il barbaro canto
dentro l’animo degli assediati.
Garrir di vessilli al vento mattiniero
orde all’assalto dentro la pianura
grida di guerra di odio e paura
dalla piana sin sopra le mura
mortale abbraccio fra uomini in arme.
Urla di strazio s’odono a sera
dentro la città oltre le mura
ardono case uomini e cose
sale alto l’acre fumo della disfatta
tragico pegno pagato dal vinto.
L’urlo di guerra dell’invasore
soffoca pianti e grida di dolore
di madri e mogli ormai sole
stuprate dalla barbara orda
miete ancora la nera signora
… dalla piana sin oltre le mura.

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Ciao Giulio
Giancarlo




