Dicono che un uomo buono è destinato ad esserlo per sempre.
Finché i suoi occhi non invecchiano.
E questo non succede quasi mai.
Dicono che ho gli occhi castani.
Ma soprattutto buoni.
Allora perché vicino a me galleggiano gloriosamente tanti cadaveri tumefatti?
La verità…non suono buono,
Cerco disperatamente di stare in pace con tutte le cose;
E nei pochi momenti in cui riesco a sorridere serenamente,
Tutte le piccole dispute perdono valore,
e la felicità non è più completamente nascosta dietro la spirale dell’infinito.
La si sbircia un pochino, con una sensazione di benessere
che permette ai buoni di sopravvivere.
Ma non a me;
io non sono buono;
Dicono che gli aggettivi fanno la differenza.
Sono come tutto quello che risplende in una strada affollata.
Io in una strada affollata ci vedo solo:
Signori di mezza età con la fronte corrugata.
Ragazzini che si baciano.
Donne, bellissime, le cui labbra saranno:
Protagoniste di poemi sdolcinati.
Piangeranno gli uomini.
Uccideranno gli uomini.
E quelle labbra resteranno lì; in attesa del mondo.
In tutto questo non ci vedo niente di speciale.
Non nelle sigarette che bruciano sui tavolini dei bar con le candele assonnate ed i calici semivuoti.
Non nei cappotti eleganti che risplendono nella lieve luce di Dicembre.
Dicono che gli aggettivi fanno la differenza, che regalano sapore a tutte le parole.
Per me non è così.
Nel mio cuore fanno più rumore le silenziose virgole che non so usare.
Una vecchietta che chiede un passaggio.
Un lavavetri innamorato.
Un barbone col cappello rosso dentro una banca, di notte, che parla da solo.
Un barbone col cappello verde che mi guarda sconvolto:
“Che cosa abbiamo fatto?”.
Dicono che gli aggettivi fanno la differenza,
Ma solo perché il mondo non ha tempo per usare la punteggiatura.
Io non so usare la punteggiatura; e soffro.
Tutto corre da un estremo all'altro.
Nel mezzo c'è una strada affollata, io guardo i tombini, l’asfalto consumato.
Tutte quelle cose che non corrono più.
Le foglie gialle calpestate.
D'altronde non si va da nessuna parte.
Siamo dentro un contenitore colmo d’ossigeno.
Fuori è buio l'universo.
Inutile spingersi così lontano quando:
Ha senso soltanto respirare per bene.
Però,
Le vetrine sono il riflesso di un’insofferenza più grande di queste parole:
Saldi.
Saldi ovunque.
Le vetrine sono Coriandoli per commercianti.
Volano le banconote piene di tutto.
Volano per le strade affollate,
Ma nessuno guardando le vetrine luminose nota che:
I barboni sono lo specchio perfetto.
Finché i suoi occhi non invecchiano.
E questo non succede quasi mai.
Dicono che ho gli occhi castani.
Ma soprattutto buoni.
Allora perché vicino a me galleggiano gloriosamente tanti cadaveri tumefatti?
La verità…non suono buono,
Cerco disperatamente di stare in pace con tutte le cose;
E nei pochi momenti in cui riesco a sorridere serenamente,
Tutte le piccole dispute perdono valore,
e la felicità non è più completamente nascosta dietro la spirale dell’infinito.
La si sbircia un pochino, con una sensazione di benessere
che permette ai buoni di sopravvivere.
Ma non a me;
io non sono buono;
Dicono che gli aggettivi fanno la differenza.
Sono come tutto quello che risplende in una strada affollata.
Io in una strada affollata ci vedo solo:
Signori di mezza età con la fronte corrugata.
Ragazzini che si baciano.
Donne, bellissime, le cui labbra saranno:
Protagoniste di poemi sdolcinati.
Piangeranno gli uomini.
Uccideranno gli uomini.
E quelle labbra resteranno lì; in attesa del mondo.
In tutto questo non ci vedo niente di speciale.
Non nelle sigarette che bruciano sui tavolini dei bar con le candele assonnate ed i calici semivuoti.
Non nei cappotti eleganti che risplendono nella lieve luce di Dicembre.
Dicono che gli aggettivi fanno la differenza, che regalano sapore a tutte le parole.
Per me non è così.
Nel mio cuore fanno più rumore le silenziose virgole che non so usare.
Una vecchietta che chiede un passaggio.
Un lavavetri innamorato.
Un barbone col cappello rosso dentro una banca, di notte, che parla da solo.
Un barbone col cappello verde che mi guarda sconvolto:
“Che cosa abbiamo fatto?”.
Dicono che gli aggettivi fanno la differenza,
Ma solo perché il mondo non ha tempo per usare la punteggiatura.
Io non so usare la punteggiatura; e soffro.
Tutto corre da un estremo all'altro.
Nel mezzo c'è una strada affollata, io guardo i tombini, l’asfalto consumato.
Tutte quelle cose che non corrono più.
Le foglie gialle calpestate.
D'altronde non si va da nessuna parte.
Siamo dentro un contenitore colmo d’ossigeno.
Fuori è buio l'universo.
Inutile spingersi così lontano quando:
Ha senso soltanto respirare per bene.
Però,
Le vetrine sono il riflesso di un’insofferenza più grande di queste parole:
Saldi.
Saldi ovunque.
Le vetrine sono Coriandoli per commercianti.
Volano le banconote piene di tutto.
Volano per le strade affollate,
Ma nessuno guardando le vetrine luminose nota che:
I barboni sono lo specchio perfetto.

Da Bruno Gais
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Commenti
Sai usare la punteggiatura, eccome...
E nn so se sei buono, ma sei bravo davvero.

E nn so se sei buono, ma sei bravo davvero.



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Buon Natale per diletto, Buon Natale con affetto, Buon Natale con amore, Buon Natale con tutto il cuore...e quando il Natale passerà, auguri per l'anno che verrà! 



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