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Un amor disoccupato

Eri bella, sì lo so
Da te mi sarei accontentato pure di un no
Ma alla fine è stato tutto più bello con un sì


Con un sì timido
Con un sì che pareva quasi un no
Che dalle tue labbra, dai tuoi occhi, dal tuo viso poi svanì


Perché? Come perché...


Chi poi lavora sai fa l’amore
Ed io tuo mon chéri
Avrei iniziato proprio lunedì...


Eri bella, sì lo so che lo sai
Che quell’anello non m’avrebbe fermato mai
Anzi avrebbe pure evitato quel tuo iniziale no (forse più non so)


E non è stata certo una fantasia
Ma ti ricordi quella vecchia antica ferrovia
Che il mio cuor scordar ormai più non può


Perché? Come perché...


Chi fa l’amore il giorno dopo lavora
Ed io tuo mon chéri
Avrei iniziato proprio quel giorno lì...


Casual non fu ma certo un poco strano
L’incontro di te, mia bella, mano nella mano
Proprio quel maledettissimo sì, ma bellissimo, bellissimo lunedì


E non fu certo un caso arcano
Che il mio nuovo capo, tuo marito, con quella di mano
In un attimo, in un secondo poi dritto a casa mi rispedì


Perché? Lo so io il perché...


Chi non lavora a volte fa l’amore
Ed io tuo mon chéri
L’ho capito proprio quel lunedì


E col cuor disoccupato
Il giorno libero
Le tasche in celibato


Col frutto di un peccato
Nel portafoglio
Via me ne sono andato


È un amor disoccupato
Senza soldi
Ma il cuore è appagato


Col bottino di un ciel stellato
Nel curriculum
Via me ne sono andato...




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Opera scritta il 25/02/2019 - 11:33
Da Boris Gant
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