La corsa a nominare i giorni
con quella grafia scoordinata,
lunedì non posso portarti
martedì lo stesso prospetto
con quella grafia scoordinata,
lunedì non posso portarti
martedì lo stesso prospetto
sul nido di scale ad aspettarti,
anche se la pioggia sfaldava
le scarpe, e nessuno ti aveva
avvertito
che sarei rimasto come un
cero, acceso fino a domenica,
quando finalmente capivi
di essere un padre,
e la pioggia singhiozzando
si acquietava.

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Commenti
Grazie a tutti per le letture e per i gradevoli commenti. A rileggerci...


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Amaramente bella e sofferta...


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Bella poesia 



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Molto bella la chiusa, elegante e incisiva!! 



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