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Lastre di mogano
Adiacenti un' a una
Celano stanze,
Silenziose stanze:


Con gli occhi di un bambino
Quadretti e piante ammiro
Quasi saltellando,
Passo una poltrona,
Giro l'angolo.


Riecheggia il tacco
Tra le fedeli pareti
Di quel palazzo custode,
Da mille inverni,
Di mille segreti:
Toc, toc, toc..


Solo io e il vermiglio
Velluto di poltrone:
Mi godo l'assenza
Del fratellone.


Danzo spensierato
Sfioro le ante,
Qualcuno ha parlato:
Mi fermo un istante


Sussulto antico,
Incrocio le gambe,
Abbraccio il viso
Tra le mani calde


Presto attenzione
Alle sagge parole
Proferite pacate
Dalle zitte poltrone.


Seppur mi sia perso
Ciò non mi duole,
Poiché quel che cerco
Non ha valore.




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Opera scritta il 05/12/2022 - 16:09
Da Vincenzo Mellozzi
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