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Autunno

Foglie secche cadono col vento
Schiacciate dal piede disattento
Si disintegrano in mille pezzi
E i cuori nostri vengono sparsi
Sento il rumore secco della fragile foglia
Grava il peso del mondo non ha più voglia
Sembrava tanto semplice da quel ramo
Tutto era sicuro mano nella mano
Ma il vento del cambiamento spezza
I rami, le mani, la loro infinitezza
E improvvisamente si trovano cadendo
In un bosco buio e tetro percorrendo
Vie nascoste dagli alberi alti e fitti
Scappando dal mondo e i suoi rischi
Non vogliono vedere nulla, neanche la luce
Gli ricorda la vita e non hanno il filo che ricuce
Non vogliono più recuperare le loro parti perse
Preferiscono assorbire il dolore a luci spente
E ad ogni nuovo fischio del vento tremano
Si nascondono perché quel dolore temono
Ma oramai sono inutili, schiacciate e spezzate
Non riescono a svolgere il ruolo per cui sono nate
E gli occhi spenti hanno smesso di svegliarsi
Sono diventate fosse di cui vergognarsi
Autunno maledetto perché mi hai portato via
Mi hai staccato e hai interrotto la vita mia
Sono diventata l’immagine di uno spettro
Non scorre più linfa qui dentro



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Opera scritta il 14/03/2023 - 11:20
Da Filippo Rapundi
Letta n.584 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Molto piaciuta ed apprezzata!!

Anna Cenni 14/03/2023 - 14:41

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