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Carne e sassi

Nelle vene
alle prime luci dell’alba
si gela il sangue
lacrime di rugiada vestono di luce
le foglie dei prati
il cielo esala il suo respiro leggero
e si condensano come nubi
le parole che tengo ancora in serbo per te,
lontana in un orizzonte irraggiungibile
in una preghiera indecifrabile;
come pulviscolo
svaniscono le tue forme
ma nelle orecchie
si fa memoria la tua voce
la tua risata
e la gioia di qualche ora insieme.
Ci ha esiliati il vento freddo della sera
nello scrigno di una notte senza luna
spettatori di stelle intermittenti.
Le palpebre si uniscono
in una congiunzione interminabile
di suoni e di lacrime;
le dita che si aggrappano alla tua pelle
i piedi spingono su declivi nudi:
carne e sassi si confondono
in un amore sottile ed improbabile
nello sbuffo d’aria
che m’invita
a te.



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Opera scritta il 28/08/2023 - 15:55
Da alberto vacchi
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