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Vajont

Quella sera d'Ottobre
procedeva normale
rilassato in poltrona
sfogliavo il giornale
mentre immagini varie
prive ancor di colore
scorrevano grigie
su di un televisore


La Valle del Piave,
da sempre un incanto,
le sue cime brillanti
che mi stavano accanto
poi improvviso compare
un boato sonante
che lacerava il silenzio
in un grido straziante


Dai pallidi monti
un'onda violenta
tenebrava il mio sguardo
avanzando cruenta,
la voce soppressa
di un destino temuto
metteva a tacere
ogni richiesta d'aiuto


Progetti sbagliati
e prove fallite
fermavano il cuore
di molteplici vite,
le mille domande
e una sola certezza
lasciavano il posto
a rabbia e tristezza...




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Opera scritta il 09/10/2023 - 15:14
Da Walter Olivetti
Letta n.1031 volte.
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Commenti


Che triste ricordo...ero alle superiori e feci un tema sul Vajont che colpì l'insegnante perché commovente. Ricordo ancora che usai un accusativo alla greca: gli uomini, la barba incolta, le lacrime raccolte nelle mani tremanti, vagano come fantasmi nello strazio delle loro vite, distrutte come castelli di sabbia.

Mino Colosio 10/10/2023 - 06:47

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Il Vajont è un lago di lacrime che ricorda il dolore di ieri di chi ha perso la vita e l’amore in una notte di terrore.

Zio Frank Storie del gufo 09/10/2023 - 18:05

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