Circolare perché non trovo rette,
Una litigata purché sia vitale,
Se non è discorsiva non mi rimane.
Poi mi chiedo cosa sono diventato,
Un orecchio tagliato, un Van Gogh schizzato,
che ad ogni dipinto su tela è rinato,
O un Schelby che di rabbia guarisce
e di ego oscuro la sua mente guarnisce.
Ma siamo malati come l'abete rosso,
Il bostrico si nutre fino al disosso,
necessito fibra di cocco per il germoglio,
richiudo il seme ad ogni improvviso róglio.
Abbiamo mille strade da prendere,
Ma ci fidiamo della prima scelta, a prescindere,
la sfida è saper perdere finchè sia normale,
Certe volte vorrei entrare in una ventola coassiale, per poi volar via, come fossi una poesia,
A volte di conoscere ho frenesia,
Perchè perdere tempo non mi concima.
Affermo che di me ho stima,
Ma cosa è, se non arrivo alla cima,
Mi piace pensarmi una rarità,
Ma poi cerco nelle persone la mia non qualitá.

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