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Una sera d'agosto

Era caldo quella sera d’agosto.
Le urla dei gabbiani, arrivavano
alle mie orecchie,
come grida disperate.
A nulla era valso spiegare
le vele, il vento che soffiava,
era tramontana che ghiaccia.
Avevo tra le mani un timone,
che sfuggiva a qualsiasi
ragionevole controllo.
Tutto si stava consumando,
in uno scenario triste e tragico.
Eppure, solo un attimo prima,
la tempesta, sembrava
avesse rinunciato
alla distruzione del creato.
Poi, il cuore si era impiccato
all’albero del sogno,
un albero, le cui foglie,
non sono mai state vittime,
dei colori dell’autunno.
Abbiamo con un semplice…..
‘’ E’ finita’’,
sotterrato un amore
ancora vivo, un amore
che non sa e non può morire.


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Poesia scritta il 06/01/2020 - 19:08
Da santa scardino
Letta n.96 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Carissima Santa questo tuo capolavoro porta tutti i sigilli del cuore, nel tortuoso e doloroso istante della fine di un amore che sanguina. Splendida Opera. Bravissima. Scusa il ritardo. Ciao, buona giornata

Gianny Mirra 11/01/2020 - 10:39

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Non credo sia morto quell'amore. E' conservato. Basta scavare un poco, ripulirlo bene, eliminare le scorie e...vai!

Ernesto D'Onise 09/01/2020 - 16:50

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Belle metafore sostanziano questa splendida poesia che esprime efficacemente la fine di un grande amore che forse invece potrebbe ancora continuare a vivere.

Anna Maria Foglia 09/01/2020 - 14:54

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Bella, con tanta intensità descrivi un amore che non sa sottrarsi alla fine.
Un caro saluto Santa

Grazia Giuliani 07/01/2020 - 18:52

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Ammirevole la capacità di saperne trarre i reconditi pensieri tramutando in poesia. Solo chi ha la sensibilità di comprendere le angosce che suscitano un'assenza, un addio e di conseguenza quel cedere al demone dell'afflizione può capire tutto ciò.
Complimenti per aver saputo intercalare sentimenti a sprazzi con due parole chiave ovverosia "Amore" e "Esistenza" e un velato desiderio di equilibrio o una sorta di assestamento. In conclusione poesia che ti "strozza"... come sentirsi impiccati.

Giuseppe Scilipoti 07/01/2020 - 08:09

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Poesia molto bella piena di estro.
complimenti Santa.

Salvatore Rastelli 07/01/2020 - 08:06

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Bella, semplicemente bella.
Poetare secondo me serve a identificare/esternare, provare a dare dei tempi, delle pause e dei suoni, come in questo caso che l'io lirico si sofferma sul proprio io e su qualcuno che ha rappresentato una sentita essenza divenuta poi assenza.
Versi di grande espressività e forza, versi che mi appaiono come un lungo grido sottovoce per non implodere di emozioni immense e contrastanti ma purissime. Parole che incalzano, parole lacerate di un animo ancora tormentato...

Giuseppe Scilipoti 07/01/2020 - 08:02

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Intensa...
Un abbraccio forte

Mirko D. Mastro(Poeta) 07/01/2020 - 05:23

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