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In sella ad un cavallo bianco

In sella ad un cavallo bianco
mi avviai dall'alba verso il giorno
per poi, oltrepassate le colline,
con un inchino salutar quegli anni,
gli stessi che ora chiamo giovinezza
e che allora non avean nome.


Scendendo di gran fretta a valle,
a lungo mi fermai nei verdi angoli,
poi cercai il mare e sazio di emozioni
mi abbandonai al suo perenne abbraccio.


In seguito, odorai di uomo
e mi tuffai nei fiumi dell’amore.
Conobbi pure i duri labirinti
a prima vista di città qualunque
solo che quelli eran del Meridione
così che mi inventai nuovo Teseo.


Intanto che la vita andava avanti,
che i chilometri me li bevevo tutti
tra gli insistenti sguardi al mio futuro
e le carezze del passato prepotente,
ahimè ho smarrito il filo portentoso
e quel cavallo non l’ho più trovato.



*
2008
Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010)



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Poesia scritta il 10/01/2020 - 17:38
Da Aurelio Zucchi
Letta n.53 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Suggestiva l'immagine del cavallo bianco e dello scorrere della vita che spegne gli entusiasmi!

Grazia Giuliani 11/01/2020 - 17:20

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Molto bella.
Perenne conflitto tra esistenza e tempo.

Francesco Pezzulla 11/01/2020 - 12:49

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Bellissima poesia che incede tra la giovinezza perduta e il futuro incerto e senza slanci vitali!

Anna Maria Foglia 11/01/2020 - 11:00

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