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I magnifici sette

Li chiamai proprio cosi
li scolpii li per li.
Li vedremo in alte vette
perché sono proprio sette.
Come gnomi imbacuccati
con le mie mani e visi corrugati
con barba e faffi
son come gatti.
Son sette fratelli
con barba lunga e fardellini.
Voi mi dirette ma che belli
proponendo lauti inchini.
Dal più piccolo al più grande
li descrivo come Dante dove
pure lui fece la sua parte.
Col pioppo e arboscello
li forgiai col coltello.
Poi con gusto soprafino
tra un bicchiere di vino
e niente nel taschino
dicendo me meschino
sgorbiando sul tavolino
affilando il coltellino.



Francesco Cau



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Poesia scritta il 09/02/2020 - 13:43
Da Francesco Cau
Letta n.71 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Il tuo estro tra scultura e poesia...
Bravissimo Francesco

Grazia Giuliani 10/02/2020 - 20:34

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Simpatica descrizione di un lavoro fatto con la purezza dell'infanzia e la manualità di un "Mastro"!

Leo Pardiss 09/02/2020 - 18:06

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Sono veramente magnifici,ci riportano nelle favole.Mani d'oro e bei versi per questa opera.Complimenti.

Graziella Silvestri 09/02/2020 - 17:49

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