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Bianchi pupazzi

Affacciarsi alla finestra coi capelli al vento
contare ad uno ad uno gli anni già trascorsi
cercando di afferrarli per riportali indietro.


Sferzanti son ricordi, corrono indisturbati
non riesco più a fermarli, son scalzi e nudi
di caparbia spensierata giovinezza miraggio.


Che dire poi dei sogni giammai realizzati
troppe soste senza luce li han frantumati
lasciando quell'amaro sapore di sconfitta.


Sta per giungere un freddo inaspettato
ho intravisto grigie nubi cariche di neve
si confonderanno col grigiore dei pensieri.


Tra poco la valle di bianco sarà vestita
a mani nude farò un pupazzo che mi somigli
la sciarpa rosa è terminata, i guanti pure.


Devo sbrigarmi, al primo sole sarà già sciolto
chissà domani se avrò ancora fantasie
con questi acciacchi e un cuore fanciullo.


Stesura del 2014



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Poesia scritta il 27/11/2020 - 14:43
Da genoveffa genè frau
Letta n.121 volte.
Voto:
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Commenti


Piaciuta ed apprezzata.

Maria Luisa Bandiera 28/11/2020 - 08:13

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