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Inno al verso

Il mio amato č longilineo,
gli chiedo a volte undici carezze
con dita lunghe e toniche si china.
Non sempre ha tutto questo tempo.
Pių breve la sua sincera devozione
pių libero il suo passo, la musica
il rumore del mio cuore. Lo sente
il mio amato quando č sobrio
scarno di classici e d'etilico
solo l'intento, volatile quanto le parole
come un bacio quando diventa buio
sopra le vocali delle aiuole.
E non solo sfumano le rime
anche le assonanze, le consonanze
si dileguano, umbratili
come statuine della sera.


Si distende allora il mio amato
sopra un foglio -bianco,
come su un talamo di lino
e passa l'emozione dal mio seno di ninfa
al suo corpo sodo di caratteri
che imprimono tra accenti i miei respiri,
da adesso a sempre.


Discinto quanto il desiderio
sono io il mio amato
e lui č me.



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Poesia scritta il 15/01/2021 - 18:18
Da Carla Vercelli
Letta n.74 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Condivido il senso profondo espresso in questi notevoli versi: se non si costringe troppo la poesia in regole e schemi classici,ma si lascia grande libertā all’emozione di fluire, essa si traduce sul foglio in splendidi versi.

Anna Maria Foglia 16/01/2021 - 05:47

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