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POI NULLA PIÙ

Al primo cenno d’alba volli il mare.
Lo vidi, come me, in dormiveglia
con onde basse a far da mite coltre.
E lungo la battigia passeggiava
la brezza dai respiri così calmi
da non solleticar le sabbie stufe
di quella notte assai fredda e lunga.


Mi avvicinai al nero scoglio mio
e poi da lì guardai l’orizzonte.
Il solito saluto al nuovo cielo,
i neri occhi di Peppe il pescatore
e quindi lesti in barca a ordinare
le lenze e l’esche per allietare i cuori.


Poi nulla più, soltanto vibrazioni
secrete da possenti emozioni.
Sul tavolo in cucina, caffè nero
versato nell’amaro denso cruccio
per quel sogno impiccato al patibolo del tempo.



*
Roma, 20/11/2020



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Poesia scritta il 16/04/2021 - 12:05
Da Aurelio Zucchi
Letta n.87 volte.
Voto:
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Commenti


Figurazione molto gradevole. Aurelio buon pomeriggio.

Eugenia Toschi 16/04/2021 - 14:17

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Bei versi

Maria Luisa Bandiera 16/04/2021 - 12:56

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