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Metamorfosi

Guardo il fiume da lontano
mentre scorre verso il mare
e gli leggo nei pensieri:


“quante corse tra i dirupi
quanti tuffi dalle rocce
quante piante ho abbeverato
quanti semi ho germinato
e gazzelle dissetato.


Quante viscere ho scavato
dal sommerso sono emerso
sempre uguale mai diverso
ora prossimo alla foce
mi dissipo, cambio voce.

Avrò il sale sulla pelle
i barconi sulle spalle
sarò schiuma in mezzo all’onda
che s’innalza e poi sprofonda
sarò amaro, sarò tomba”.



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Poesia scritta il 07/01/2025 - 19:16
Da Francesco Scolaro
Letta n.818 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Grazie Francesco per il tuo affetto verso il mondo Tancredi, continua a seguirci con i tuoi "barconi sulle spalle".
E se ti va, domani nella Coriano di Giulia e Emanuele sarà tempo di dare un finale alla storia

Mirko D. Mastro 09/01/2025 - 06:19

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La chiusa mi ha colpito tanto e la poesia mi ha ricordato Teocrito. Complimenti ancora.

Anna Cenni 08/01/2025 - 12:52

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Nei pensieri del fiume che scorre e va.
Avvincente è bella, complimenti!

Maria Luisa Bandiera 08/01/2025 - 07:14

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Bella, bravo Francesco

Anna Rossi 08/01/2025 - 05:10

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