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Un uomo solo al comando

Solito pomeriggio al bar.
Terza grappa tra le dita, dalla veranda sulla piazza piovono gocce di malinconia miste ad un gelido vento che penetra nelle ossa.
Due signori sulla sessantina giocano una briscola lenta, tra di loro un fiasco di rosso, due bicchieri e un posacenere fumante.
Il flipper fa danzare le sue lucine nell'angolo della sala come se avesse catturato il natale tra le dita e quello, ostinato, cercasse di far avvertire la sua presenza.
Ronzio del frigo a colonna, radio a bassissimo volume che trasmette la vecchia telecronaca del Giro di Italia del '49, è la Cuneo-Pinerolo e Ferretti sta pronunciando una frase che entrerà nella storia; uno dei vecchietti bestemmia parendo invasato, molla le carte e corre ad alzare la radio in tempo per sentire "...Fausto Coppi."
Nel fare ciò ha ribaltato due sedie e la birra di Peppino detto " 'o santo", sembra un hooligan e altri bestemmioni volano giù da sotto quel naso rosso e rugoso.
Peppino si sta alzando, si dirige verso il Gino (l'urlatore che nel frattempo ha esordito con un "cosa cazzo ne capite voi giovani!") e sembra piuttosto infastidito.
Frank (il barista) calma la situazione offrendo un bicchierino di rosso a tutti; buon diavolo Frank, sempre così pronto, sempre così... Diplomatico.
La radio torna bassa, resto lì per un po' a godermi la scena; all'arrivo di Bartali e dei suoi dodici minuti di ritardo mi dico che s'è fatto tardi, segno sul conto e vado.


Piove ancora, sembra non abbia mai smesso.
Forse sarà banale ma, in effetti, questo è appena diventato davvero un gran bel pomeriggio, rido e penso: "per la pioggia beh, esistono gli impermeabili, per le briscole il vino e per i ricordi... Ma poi cosa cazzo dovrei saperne io?!"
Ah-ah!




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Racconto scritto il 27/11/2019 - 10:07
Da Filippo Di Lella
Letta n.145 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Molto bello questo racconto per la storia e per come l'hai scritto.

Antonio Girardi 28/11/2019 - 15:23

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Giuseppe, grazie di essere passato di qua. Da quel che vedo sei un burlone anche tu, sapessi gli scherzi da bar che ho fatto nella vita...
Ti dirò, quello che vedi qui è semplicemente la cronaca di un fatto vero, delle volte la realtà supera l'immaginazione più di quanto pensiamo ma in certi momenti i fatti ti mettono il buon umore addosso e la malinconia è spesso legata al ricordo di momenti del genere.
Un caro saluto e a presto

Filippo Di Lella 27/11/2019 - 13:32

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Altro da aggiungere: il brano è genuino, leggero, divertente e con qualche venatura (fintamente) nostalgica e malinconica. In qualche modo cattura l'atmosfera di un decennio che non c'è più tra cui il seguire le corse ciclistiche attraverso la radio e quel senso di "paesanità" che oggi come oggi si è un po' perso.
Bravo. Oggi hanno pubblicato anche me col racconto "Lo scherzo."
Senza impegno e se ti va, mi farebbe piacere se lo leggessi.
Ti auguro una buona giornata.

Giuseppe Scilipoti 27/11/2019 - 12:34

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Racconto non di osteria ma... da bar, ho trovato carinissimo questo, durante la lettura mi sembrava di vedere i personaggi, attraverso la fessura di una porta semichiusa. Visto che si parla di briscola la carta giusta nella manica è proprio il finale. Un finto rammentare quindi? Praticamente hai imbastito degli eventi che ti sono magari stati raccontati, magari che so, da tuo nonno ed hai fatto sembrare il componimento autobiografico o simil autobiografico.

Giuseppe Scilipoti 27/11/2019 - 12:28

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