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Decisioni difficili - Due.

Quando lui arrivò in EBI ed iniziò a lavorare come agente speciale l’amico aveva un bugigattolo proprio di fronte alla prima sede dell’EBI ove vendeva pizza al taglio. Giorno dopo giorno, tra un trancio di pizza ed una lasagna, si conobbero si scambiarono le reciproche impressioni di emigranti e si videro fare le loro carriere.
Mentre Vasco avanzava nella carriera che lo avrebbero portato alla attuale posizione che ricopriva nell’ambito dell’EBI Guido apriva una catena di pizzerie poi si dedicava ai ristoranti 100% Italy ed infine apriva quello che sarebbe diventato il miglio ristorante Italiano di tutto il Belgio.
Alle 20,30 Lara si presentò puntuale come solo un patologo può esserlo, salutò Guido bacio Vasco e si sedettero al solito tavolo.
“C’è una grande novità”
“Mamma mia e cosa è successo di tanto importante?”
“Mi sono fidanzata”
Vasco rimase pietrificato.
“Dunque, calma, un momento, fammi capire; Ti sei fidanzata e con chi, se è possibile saperlo, e da quanto tempo e come è successo….“
“Aspetta Poliziotto curioso! Devo insegnarti come si fa un’indagine? Andiamo per gradi”
“Si, forse è meglio”.
Lara gli raccontò che 15 giorni prima era andata a Liegi a trovare sua madre ed aveva conosciuto Scott Willcott, un medico di Boston che era in Europa per dei corsi di aggiornamento, nello specifico in Belgio per seguire una serie di conferenze che si sarebbero tenute a Bruxelles nelle settimane a seguire.
Scott aveva conosciuto anni prima un medico di Liegi, certo dottor Lecroix, aveva pensato di andare a trovarlo e casualmente aveva preso alloggio nella carinissima pensione che era gestita dalla madre di Lara. A Lara Scott era piaciuto subito, alto, muscoloso, occhi verdi, sorriso aperto, fare gentile ma deciso, brillante oratore, il fine settimana era scivolato via benissimo.
Visto che Scott aveva saputo che Lecroix era in Italia per delle conferenze aveva chiesto a Lara di farle visitare Liegi e dintorni ed il patologo non se lo era fatto dire due volte!
“Ecco perché la scorsa settimana eri introvabile ed irraggiungibile, sei stata a Liegi con il tuo nuovo fidanzato”
Scoprì di essere vagamente geloso, si rendeva conto che stava perdendo una grande amica, una persona con cui aveva passato bellissime serate a ridere e a parlare di tutto, una delle poche persone che gli dava supporto nei momenti difficili, l’unica che veramente lo ascoltava e lo capiva.
Probabilmente Scott avrebbe convinto Lara a seguirlo negli Stati Uniti, in quel di Boston dove avrebbero messo su una bella famiglia felice e dove Lara avrebbe potuto sicuramente continuare il suo lavoro e dove si sarebbe presto dimenticata di Vasco e di tutti gli amici di Bruxelles.
Scacciò quel pensiero, era invece giustissimo che Lara avesse trovato una persona con cui portare avanti il suo progetto di vita ed era sacrosanto che una persona del suo valore avesse finalmente l’opportunità di realizzarsi al di fuori del lavoro, chissà se invece di essere così “amici” avessero provato ad inserire nella loro amicizia qualcosa di più oggi magari avrebbero potuto essere una coppia appagata e felice.
Ma Vasco sapeva perfettamente che fino a quando non si fosse deciso a risolvere in modo radicale le questioni che lui ben conosceva, le stesse questioni che da più di 20 anni lo tenevano lontano da casa, le stesse maledette questioni che lo facevano rabbrividire al pensiero di dover per forza tornare a Torino da li a poco, non sarebbe stato in grado di vivere appieno una vera storia d’amore.
Ipotizzò che quella era sicuramente se non l’ultima, una delle ultime cene tra di loro e si disse che doveva essere una bella serata di riflessioni, di allegria, magari di nostalgia ma una bella serata!
“Benissimo! Allora si deve festeggiare questo tuo fidanzamento e dimmi, avete già qualche idea sul futuro o vi state studiano come pugili che danzano sul ring in attesa di iniziare la battaglia?”
Lara rise e si domandò da dove avesse tirato fuori quell’immagine, si disse che uno dei tanti pregi di Vasco era proprio quello di saper dipingere le situazioni con esempi calzanti.
“In effetti e per certi versi hai ragione. Ci stiamo studiando, ci stiamo confrontando e ci stiamo conoscendo. La cosa mi piace molto ed ho la sensazione che questa attrazione si sincera e reciproca”.
Vasco chiese quando avrebbe potuto avere il piacere di conoscere Scott e Lara gli disse che il prossimo fine settimana avrebbe dato una piccola festicciola per pochi amici proprio per presentare loro Scott.
“Sono geloso. Lara sono felice per te ma sono geloso. Quest’uomo mi sta portando via la mia psicoterapeuta, la più efficace, adorabile, paziente psicoterapeuta che io mai abbia conosciuto”
Lara rise e gli disse che la loro amicizia era talmente salda che nessun fidanzato e/o marito avrebbe potuto metterla in discussione.
La serata andò avanti come sempre in modo piacevole, parlarono di molte cose, dei progetti di Lara e Scott e del prossimo viaggio a Torino di Vasco.
Lara che sapeva non si trattenne dal dire che finalmente un criminale avrebbe fatto del bene a Vasco permettendogli di tornare nell’epicentro delle sue più recondite frustrazioni e che sarebbe iniziato anche per lui un periodo nuovo dopo aver risolto un problema che da troppo tempo era in sospeso.
Vasco accompagnò Lara a casa, si salutarono, l’indomani era sabato.
Vasco avrebbe passato la giornata in ufficio per pianificare il viaggio a Londra contattando Palermo ed avrebbe proseguito i preparativi per Torino sentendo i vari contatti che controllavano gli ipotetici spostamenti di Breaker.
Lara avrebbe raggiunto Scott a Liegi e se lo sarebbe portato dietro per presentarlo agli amici nel corso del successivo fine settimana.
Dopo ave accompagnato a casa l’amica fece quattro passi pensando alle cose da fare e a quelle da non fare, al fatto che anche Lara aveva trovato un compagno e che Lui ormai vicino ai 50 viveva da solo ed aveva sposato il lavoro perché quando era stato il tempo di avere una famiglia ed una discendenza qualcuno aveva deciso che questa cosa non sarebbe potuta succedere.
Ripensò a quella maledetta mattina a Torino, più di ogni cosa voleva avere la possibilità di tornare indietro nel tempo, correggere quelle scelte maledette e ricominciare.
Purtroppo sapeva benissimo che tutto questo non era possibile, la cosa lo faceva stare male e non c’erano rimedi, c’era solo dolore e rimorso.
Si riprese scacciando quei pensieri ed iniziò a riordinare le idee ricapitolando mentalmente l’elenco delle informazioni che avevano su quell’uomo.
Sapeva che si chiamava Marc Edward Luis Breaker perché aveva trovato un documento di identità americano in una casa che inizialmente aveva scambiato per uno dei suoi nascondigli, dove era arrivato grazie all’aiuto dell’uomo con il panama bianco ma che con il tempo si sarebbe rivelata per quello che era.
Il documento rinvenuto si era rivelato originale anche se era la foto di un ventenne e gli aveva permesso di fare delle ipotesi sulla fisionomia assunta dal soggetto nel corso degli anni.
Da questo, con l’aiuto dell’NCIS, avevano appurato che era nato a Los Angeles il 23 Luglio del 1964 figlio di un pastore protestante e di una insegnante.
Si era arruolato nei Marines, appena diciottenne, dopo il periodo di addestramento da cui era uscito con la massima votazione, era stato destinato ad una squadra speciale di incursori facendo ulteriori corsi e perfezionando sempre di più le varie tecniche di guerra e guerriglia, pronto per essere destinato come da sua richiesta, alle zone di operative di massimo rischio.
Aveva partecipato a parecchie missioni in Africa ed in Asia risultando uno dei migliori.
Venne ferito ad una gamba durante una missione Top Secret in Angola e rimpatriato per le cure del caso.
A sorpresa fece richiesta ed ottenne il congedo nel 1990, all’età di 26 anni, sparendo letteralmente dalla faccia della terra!
A Luglio del 1993 qualcuno iniziò a far circolare la voce che un killer professionista, ex Marine, era il colpevole dell’omicidio di un testimone fondamentale per incastrare il boss mafioso Cardarelli.
Il servizio protezione testimoni dell’FBI era solitamente molto efficiente ma questo Killer era stato in grado di trovare il nascondiglio, uccidere due agenti speciali, rapire il testimone e sparire senza essere visto da nessuno.
Il testimone era stato ritrovato grazie ad una telefonata anonima, in una vecchia cascina abbandonata, impiccato ai suoi piedi vi era una lettera autografa che scagionava completamente il Cardarelli.
Ovviamente la versione finale fu che il testimone stesso avesse ammazzato i suoi custodi, si fosse dileguato avesse scritto la lettera e si fosse suicidato, ma il detective Moss dell’FBI non ci aveva mai creduto e aveva fatto bene.
Nel settembre del 1993 a Toronto il narcotrafficante colombiano Josè Hernandez viene ammazzato mentre passa sulla Lake Shore Boulevard con la sua vettura blindata che viene fatta saltare in aria con un missile anti carro teleguidato. Nuovamente nel sommerso mondo degli informatori si sente parlare di questo Killer dett “IL MARINE”.
Gennaio 1994.
Vasco è Primo Sovrintendente alla Omicidi, arriva una chiamata da Ystad da parte dell’Ispettore Wallander, capo della omicidi.
Viene richiesto l’intervento dell’EBI perché sono stati ritrovati due cadaveri, stando ai primi rilevamenti pare si tratti dei fratelli Albanesi Truvya trafficanti di organi.
I due orrendamente mutilati sono stati riconosciuti dalle impronte digitali anche se, particolare importante, le loro teste non sono state trovate.
Erano stati visti in Scania molto probabilmente perché volevano raggiungere Riga in Lettonia, canale di ingresso verso le oasi fredde ma felici del nuovo Est Europa, un posto dove nascondersi ed essere protetti dall’alto è molto facile disponendo del veicolo giusto, ovvero ingenti somme di denaro.
Qualcuno li ha attesi all’imbarco, li ha rapiti, decapitati e lasciati in una delle tante piazzole di sosta che si trovano sulla statale che costeggia la foresta appena fuori Ystad.
Un camionista che si era fermato sulla piazzola aveva notato questo strano ammasso e preso dalla curiosità si era avvicinato ed aveva fatto la macabra scoperta.
Essendo segnalati dall’EBI Wallander aveva prontamente avvertito del ritrovamento.
Vasco partì per la Scania, arrivò ad Ystad e prese alloggio all’’Hotel Continental.
Ystad è una città portuale della Scania, la regione più a sud della Svezia, le maggiori attività della città sono l'artigianato e il turismo.
È una delle città svedesi in cui gli edifici medioevali sono meglio conservati, nella città vi sono ben due chiese, Saint Petri Church e Saint Mary Church, entrambe influenzate dall'architettura gotica.
Wallander era quel che si dice un vero poliziotto, non parlava molto ma sapeva quello che diceva, Vasco si era prontamente reso conto di trovarsi di fronte ad una istituzione, si vedeva dal rispetto che tutti avevano per quell’uomo.
Arrivò e si sedette nell’ufficio del commissario capo, fecero le presentazioni ed iniziarono ad esaminare i fatti.
Rapiti, decapitati e lasciati al bordo del bosco ma quando e da quanto?
I patologi erano già al lavoro, la scientifica aveva fatto molti rilevamenti e gli investigatori avevano ricostruito il percorso dei due criminali.
Erano arrivati a Malmo una settimana prima, avevano prenotato il traghetto con partenza da Ystad il giorno dopo il loro arrivo.
Si trovarono d’accordo nel dire che dovevano riempire di avvenimenti lo spazio temporale che intercorreva dal loro arrivo a Malmo al momento del rapimento ad Ystad.
Fu deciso di interessare la Polizia di Malmo con il coordinamento di Wllander e la supervisione di Vasco.
Le indagini sui loro movimenti non furono particolarmente difficili, i due criminali non avevano fatto nulla per non farsi notare, anzi avevano fatto esattamente il contrario e questo aveva veramente poco senso.
Avevano preso una Suite al Renaissance Malmo Hotel sicuramente uno tra i più lussuosi della città, non paghi avevano noleggiato una super limousine con autista ed avevano fatto il giro dei bar, dei ristoranti e dei night più alla moda, spendendo il buon giusto in donne, mance, ristoranti e champagne !!!!
Mentre i due ne facevano di cotte e di crude ecco che c’era una persona in silenzio che, al contrario, senza farsi notare li aspettava al varco.
Trovato l’Hotel Vasco chiese di controllare tutti i clienti che erano andati e venuti in quella settimana.
Wallander disse che era inutile perché sicuramente il Killer aveva alloggiato altrove, magari neanche in hotel. Vasco si sentì un emerito cretino!!!!
Wallander aveva ragione e, come ebbe modo di scoprire in seguito, aveva sempre ragione.
A quel punto capì che se voleva venire a capo di questo caso doveva far comandare Wallander.
Fece valere il peso politico dell’EBI in Europa ed organizzò la squadra con un solo ed unico coordinatore, l’ispettore sovrappeso di Ystad.
I fatti gli diedero ragione ed in tre giorni sapevano tutto sui movimenti degli Albanesi, ma non solo, erano arrivati a scoprire che qualcuno senza dare nell’occhio aveva pagato l’autista della limousine per darsi malato. Il killer era riuscito a tenerli costantemente d’occhio sostituendosi al loro autista.
Adesso quello che contava era l’identikit dell’autista, ma ecco la sorpresa: nessuno lo aveva notato, nessuno se lo ricordava visto che aveva sempre il pastrano blu ed il cappello calato sugli occhi.
Ovunque arrivasse l’auto lui non scendeva mai, erano le guardie del corpo dei due che scendevano, controllavano ed aprivano le portiere far salire e scendere i loro capi. Insomma, quell’uomo non esisteva.



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Racconto scritto il 28/11/2019 - 21:56
Da Pierfranco Bertello
Letta n.27 volte.
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