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Sorridendo

Nella sala d’aspetto dello studio di un noto psichiatra di Milano, una signora guardava fissamente la donna seduta di fronte, che appariva presa dai suoi pensieri.
“Ma quella, che cavolo ci fa qua? Bella tipa, vestita con glamour, taglio di capelli originale…io da quindici giorni metto gli stessi pantaloni, ho una testa da far schifo…pure mezzo sorriso fa…io sto così male…avrà quarant’anni come me…ma che differenza!…”
Stefania, in realtà, aveva cinquantun anni, ma gliene avevano dati sempre molti di meno e succedeva di nuovo ora che stava bene, da un tempo così consolidato da far solo più visite di controllo. Le era rimasta addosso ancora un bel po' di quella notevole bellezza dei suoi vent’anni. Quando, camminando sul marciapiede della statale, dato che il paese dove viveva, lungo la stessa si allungava, le strombazzavano i camionisti lanciandole al volo apprezzamenti con un linguaggio pittoresco, ecco lei si sentiva imbarazzata, ma in fondo anche lusingata. Vestiva in modo semplice un corpo elegante che usciva fuori spontaneo con le sue fascinose curve. Non si truccava, ma sempre un leggero sorriso affiorava sul viso, illuminando una pelle setosa.
Faceva l’insegnante e a un corso di aggiornamento conobbe un collega, Francesco, che da poco si era lasciato con la sua fidanzata. Si videro alcune volte fuori della scuola e sembrava fosse scattato qualcosa. In realtà Stefania aveva bisogno di amare, mentre Francesco, forse, non era ancora uscito del tutto dall’esperienza precedente. Avrebbero dovuto vedersi quella domenica pomeriggio, ma all’ultimo momento lui le disse che doveva andare da certi suoi parenti ad Alba.
All’improvviso nella testa di Stefania successe qualcosa di strano. Disse a sua madre: ”Oggi pomeriggio ,di ritorno da Alba, passa qui un mio collega che deve portarmi del materiale per il corso di aggiornamento. Quando suona il campanello, apro io e tu per favore non ci disturbare nel salotto.”
Pulì per due ore il salotto, il corridoio e la scala perché non voleva fare brutta figura proprio con lui. Attese tutto il pomeriggio, un po’ leggendo, un po’guardando la televisione, un po’ andando sul terrazzo a vedere se arrivava la macchina. Era sempre più incredula e delusa. Alle sette e trenta sua madre le disse: ”Ma dai , adesso vieni a mangiare, ma cosa aspetti ancora, oramai non passa più”.
Stefania aveva confuso un suo desiderio con la realtà.
Chiaramente la storia tra Stefania e Francesco non decollò, ma più tardi entrambi si sposarono felicemente con altre persone.
Quando Stefania ebbe quarantadue anni, suo marito morì improvvisamente: il dolore fu immenso e sfociò in una forma di depressione. Approdò a Milano dal grande luminare, dopo che vari specialisti locali non erano riusciti a trovare la terapia adatta per farla guarire.
Nella sala d’aspetto, casualmente Stefania era riandata a quella assurda domenica pomeriggio e all’improvviso ebbe come una specie di illuminazione. ”Ecco quello è stato il mio primo episodio di dissociazione .Per la prima volta mi rendo conto che la diagnosi del dottore sulla mia sindrome è giusta. Non me la sono mai sentita cucita addosso, però ho sempre seguito le cure perché mi fanno stare bene. Ora capisco, è perfettamente corretta. Adesso che entro, gliene voglio parlare.”
“Signora Prandi, tocca a lei, prego si accomodi.”- annunciò la segretaria.
“Buongiorno Professore!” – disse Stefania sorridendo.



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Racconto scritto il 18/04/2020 - 11:50
Da Anna Maria Foglia
Letta n.178 volte.
Voto:
su 8 votanti


Commenti


@Giacomo,grazie per la tua rilettura e per le tue congratulazioni.

Anna Maria Foglia 18/05/2020 - 08:50

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Complimenti per il premio, meritato...l'ho riletto, ma dopo tre righe mi è tornato alla mente. Ciaociao...e brava!

Giacomo C. Collins 17/05/2020 - 19:10

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Molto bello. Scritto con eleganza e semplicità. Complimenti, sei bravissima, ciao Anna Maria

Gianny Mirra 22/04/2020 - 14:49

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Ho letto questo racconto con passione arrivando alla fine senza accorgermene.
Bello, bello per davvero. Tantissimi complimenti. Grazie per la tua attenzione . Ciao

santa scardino 21/04/2020 - 23:19

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Molto bello, significativo e scritto molto bene.

Antonio Girardi 20/04/2020 - 16:46

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Può capitare di dissociarsi, specie nel virtuale. l’importante è rendersene conto e uscirne in tempo!
Ti faccio i miei complimenti ……….sei bravissima!

Valeria Germani 19/04/2020 - 17:10

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Non immaginate quanto ho gradito tutti i vostri commenti , anche perché è il mio primo racconto che pubblico.Tutto ciò che scriviamo è autobiografico, nel senso che comunque passa sempre qualcosa di noi stessi più o meno direttamente. A volte è maggiore la quota di invenzione, a volte è maggiore la porzione di vita realmente vissuta.E succede sia nella prosa che nella poesia.Sono contenta che vi sia piaciuto.Buona domenica!

Anna Maria Foglia 19/04/2020 - 14:31

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Ciao Anna Maria anche a me sembra una storia vera...perché queste cose accadono e tu l'hai scritta con tutta l'enfasi che si riesce a cogliere leggendo. Un sorriso di consapevolezza che va oltre quel senso che a volte si perde "come un questo tempo cosi diverso" ma dentro sappiamo trovarlo!
Bravissima...

Margherita Pisano 19/04/2020 - 13:25

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Molto significativo il tuo racconto. Condivido il commento di Grazia Giuliani.
Cari saluti!

mare blu 18/04/2020 - 21:23

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Notevole racconto. a volte la mente confonde le causualita' buon sabato N. M.

Salvatore Rastelli 18/04/2020 - 17:44

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Molto bello, e scritto davvero bene. Ho percepito tutto della protagonista...a un tratto mi sono trovato seduto lì con lei, l'ho quasi vista...

Mirko D. Mastro(Poeta) 18/04/2020 - 17:20

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Anch'io condivido i commenti precedenti, hai una bella capacità narrativa, brava.

Maria Luisa Bandiera 18/04/2020 - 14:57

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Scritto in modo fluido e con cura e attenzione, anche della punteggiatura.
Il contenuto fa pensare quanto la nostra mente possa cercare strade diverse per fuggire da noi stesse, prendere consapevolezza anche con l'aiuto di professionisti ci rende speranza...
"sorridendo" è molto significativo.
Brava Anna Maria, un testo da leggere!
Ciao

Grazia Giuliani 18/04/2020 - 14:56

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Condivido pienamente i commenti che mi hanno preceduta. Bravissima, Anna Maria

MARIA ANGELA CAROSIA 18/04/2020 - 14:28

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Piaciuto per stile e capacità narrativa

Francesco Scolaro 18/04/2020 - 14:18

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Bello...si legge d'un fiato, scorrevole come piace a me. Sembra una storia vera, forse lo è. Ciaociao...brava!

Giacomo C. Collins 18/04/2020 - 13:47

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