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Come nascono i bambini

Era un giorno qualunque della fine degli anni sessanta, solito ritorno da scuola, solita chiacchierata con la mamma durante il pranzo.
“Come è andata oggi a scuola?”
“Tutto bene, come al solito.”Le risposi.
“Mamma, Cinzia ha partorito?”Le chiesi, mentre buttavo giù una forchettata di spaghetti al pomodoro.
“ Si, la bambina è nata nelle prime ore della mattinata. Una bellissima neonata alla quale hanno dato il nome di Clara.” Mamma e figlia godono entrambe ottima salute.” Rispose mia madre, pensando che l’argomento fosse concluso.
“Mamma, ma come fa a formarsi un bambino nella pancia di una donna?” Le chiesi a bruciapelo.
Sulla faccia di mia madre si dipinse un’espressione che andava dal preoccupato all’imbarazzato, poi mi sorrise e avvicinata la sua sedia alla mia, disse:
“Quando due persone si amano ad un certo punto decidono di avere dei figli e quasi sempre succede.”
A questo punto, passò velocemente dalla parte sentimentale a quella diciamo,tecnico/anatomica.
Prosegui dicendo: “Devi sapere che, noi donne nella pancia abbiamo un organo che si chiama ‘utero’ all’interno di esso, in una determinata condizione, vive un piccolissimo uovo, chiamato appunto ovulo, il quale accoppiandosi con il seme maschile diventano una cosa sola, dando il via ad una serie di raddoppi fino a diventare una pallina un po’ più grande, che in un periodo di circa nove mesi diventerà un bambino.
” Per non tediare il lettore non proseguirò nelle ulteriori spiegazioni ,che arrivarono fino alle modalità del parto.
Inutile negare il mio rapimento nell’ascoltarla, e non solo, notavo anche la grande soddisfazione di mia madre a mano a mano che si addentrava nei dettagli dell’argomento in questione.
Alla fine si alzò, mi accarezzò i lunghi capelli neri, mi sorrise ed incominciò a sparecchiare.
Difficile raccontare come fossi emozionata, quella conversazione mi aveva trasformata da ragazzina, a donna, almeno è ciò che io pensavo in quel momento, senza considerare l’analisi del rapporto con mia madre, all’improvviso sentivo che tra me e lei si erano accorciate le distanze, creando tra noi una fiducia ed una complicità ancora più grande.
Dopo qualche ora raccolsi i miei libri e mi diressi a casa della mia compagna di banco, con la quale avevo appuntamento per i compiti.
Per strada già mi gustavo la gioia nel raccontarle tutto quello che avevo appreso da mia madre, mostrandole tutto il mio orgoglio di essere sua figlia.
Arrivata a destinazione, non aspettai neanche un minuto e le spiegai tutta la faccenda, lo so che tutto questo sembri a dir poco strano, eppure era tutto genuinamente nuovo per entrambe.
Finalmente, tutta gongolante di soddisfazione le feci la domanda peggiore che le potessi fare:
“ Allora? Che ne pensi?”
Mi guardò con un’espressione un po’ assente, in fine mi chiese:
“Scusa ma tua mamma ti ha dato tante belle spiegazione, ho capito tutto quello che mi hai detto,l’unica cosa che non mi è chiara è come faccia ad entrare nella pancia il seme dell’uomo?”
“ Veramente, questo mamma non me lo ha detto”
“ Ma come, hai avuto questa occasione e non glielo hai chiesto? L’avessi avuta io.
Mi sentii un po’ imbarazzata ed anche po’stupida, diciamo che ero andata a cavallo ed ero tornata a piedi.


P.S. Questa breve storia di vita vissuta, raccontata oggi sembra quasi da fantascienza, ma vi assicuro che è vera e spero che abbia almeno suscitato qualche sorriso. Di questi tempi ce n’è bisogno.




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Racconto scritto il 27/05/2020 - 17:49
Da santa scardino
Letta n.1305 volte.
Voto:
su 6 votanti


Commenti


Ringrazio tutti gli amici che hanno commentato con affetto e gentilezza il mio racconto. GRAZIE!

santa scardino 01/06/2020 - 22:35

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Ringrazio tutti gli amici che hanno commentato con affetto e gentilezza il mio racconto. GRAZIE!

santa scardino 01/06/2020 - 19:17

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Molto bello il tuo racconto, si sente che è vero perché raccontato con passione, suscita un qualche sorriso dolce.
Cari saluti
Buona domenica!

mare blu 31/05/2020 - 06:35

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Sì, gentile Santa, è proprio vero...mi hai suscitato un caro sorriso...è da tempo che non leggevo un racconto così assai grazioso...ciao!!!!!!!!!!!

romeo cantoni 30/05/2020 - 11:27

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Veramente una bella storia ma soprattutto scritta in modo scorrevole e devo dire che il sorriso si è abbozzato sulle labbra anche perché fa parte di episodi del passato e di cose veramente accadute a quel tempo quando venivano trovate mille scappatoie per non dover dire come faceva ad entrare il seme dell’uomo nella pancia della donna. Certo che l’amica era un po’ più maliziosa …. Brava Santa, un bel racconto di vita vera.

Maria Luisa Bandiera 28/05/2020 - 17:31

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Un sorrisetto lo faccio pure io, anche perchè il racconto scorre bene e la lettura è piacevole. Fammi dire però, fatte tutte le debite considerazioni riferite ai tempi, che un pochino di ingenuità non guasterebbe.....

Francesco Scolaro 28/05/2020 - 11:53

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Più di qualche sorriso, ricordo quando mia sorella lo chiede a mia madre. Accadde una cosa simile. Vita vissuta raccontata benissimo.
...e grazie

Mirko D. Mastro(Poeta) 28/05/2020 - 06:44

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Bel racconto che parla di un mondo che sembra ancora più lontano, dove non c’era malizia e le persone erano molto diverse da adesso. Fa venire nostalgia di cose belle perdute per sempre.
Ciao e buona serata

Anna Maria Foglia 27/05/2020 - 21:27

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Sì, intercalandoti, tu e noi, nella stessa atmosfera con grande facilità e naturalezza che sono la tua firma d'autrice.
Brava Santa, racconto sincero e piacevolissima esposizione!

Giuseppe Scilipoti 27/05/2020 - 20:24

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Beata innocenza! Un racconto che può essere utilizzato come strumento pedagogico, pardon, volevo scrivere "potrebbe" visto che i bambini già dalla pancia stessa sanno come vengono messi al mondo. :D
Hai "partorito" un racconto che come dice giustamente Giacomo Collins in effetti fa sorridere.
Hai scritto con l'animo di una ragazzina, non solo hai saputo mettere in fila le sequenze inerenti al ricordo ma lo hai fatto intercalandoti, tu e noi.
(segue disamina)

Giuseppe Scilipoti 27/05/2020 - 20:18

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eheheh...ci sta bene un sorrisetto per questo bel racconto. Povera mamma, che poteva fare di più?...per quegli anni credo proprio che abbia fatto fin troppo. Ciaociao.

Giacomo C. Collins 27/05/2020 - 19:12

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