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Ancora in Viaggio (racconto giallo, Curapipe) -Ripartenza

“Ricordo che erano esattamente le 7:40 del 26 dicembre, un sabato, anno 2020 non 1970, e non so per quale motivo ma sghignazzavo così senza ragione o forse no, perché stavo immaginando le fotografie del nostro viaggio che tengo dentro gli orari dei treni. E quello di Lucio era da poco partito attraverso i confini più nascosti sia del cuore che della mente, verso le debolezze un po’ di tutti quanti. In carrozza valigie di sogni e sensazioni da non scordare.
Questo sarà l’unico riferimento musicale del nuovo viaggio, promesso.
Mi sono sempre piaciute le ombre senza il fardello dei dettagli. E le qualità dei dettagli.
Ma preferisco di gran lunga la presenza”. Mirko D. Mastro


Decise allora l’ispettore, rileggendo la deposizione, di prenotare per due la cena in quel ristorantino nei sobborghi della mia fantasia; non ci sarebbe andato con alcuna tesi, anche se nel mentre alcune deduzioni erano giunte col fiatone, né con altri compagni di parole.
Lasciò la chiave lì sulla finestra e si incamminò sul filo di un sorriso beato.
Una volta dentro un cameriere gli fece scegliere tra due soli tavoli liberi, e l’ispettore cominciò ad osservare le fotografie: quella della prima tappa con il D’Onise Ernesto, e quella della città dei Canti di Aleardi dove qualcuno scomparve, del Canavese con la Bandiera Maria Luisa e della Milano di Tascone Barbara.
Unico elemento in comune, sempre, quel Mirko D. Mastro… come il mastro Gesualdo di Vizzini nella foto col Scilipoti Giuseppe a Barcellona Pozzo di Gotto.
Poi è stata la volta di Marcato Loris e di Venezia, e dell’unico haiji incontrato per tutto il viaggio.
Intanto il convitato stava chiaramente per chiedere all’ispettore come facesse a riconoscere ogni sagoma, sembrava leggerglielo sulla capocchia <Caro mio pigino! Maestro nel pressare il tabacco…>.
In questo posto non servivano mascherina e guanti di plastica perché era tutto nella mia fantasia.
Anzi gli sovvenne che a casa del D. Mastro non c’erano disinfettanti, e non c’era nemmeno distanza di pensiero tra i rododendri nel centrotavola in resina trasparente del salotto e il palloncino a cassetta sulla carrozza. E di respiro. Che qui si può fare liberamente, intendo respirare, perché è tutto frutto di quella mia fantasia.
Poi ci fu la tappa in Maremma con Giuliani Grazia, e ancora il solo elemento in comune: l’unico indiziato; e la riparazione alla carrozza ad opera di un falegname del luogo, tale mastro Ciliegia.
A Bra da Foglia Anna Maria, Casagiove e Monfalcone con Scardino Santa e Maurutto Moreno. Udine e Mary, Azzurra Laisa a Roma. E la seconda scomparsa a Napoli: nessuna traccia di Crispino Arduino, ma una foto con due fratelli tedeschi e un ometto magro magro <…da qualche parte devo essermi appuntato il nome, ecco: mastro Punteruolo> bofonchiò l’ispettore.
Per giungere a Cagliari da Pisano Margherita. E poi, di nuovo, una serie di scomparse… Livorno, Ballantini Glauco: nel tempo di un “Allora, prenderai posto accanto a me?” ci stanno una quindicina di stati d’animo.
Hanno risposto in tanti all’invito per questo viaggio, chi subito e chi strada facendo.
L’ispettore continua a guardare le fotografie… A Bari la scomparsa di Anais Valentina, e la testimonianza di un certo Carlos Castaneda “Accetta senza accettare, e rifiuta senza rifiutare”.
A Ostia e Brindisi nessuna traccia di Gentile Michele e Peluso Teresa… e la seconda testimonianza “Una stanza vuota è anche piena: colma di vuoto, piena di se stessa”. Di un tale Osho.
A Cassano allo Ionio la foto con Silvestri Graziella. E a Rosignano Monferrato la scomparsa di Berrone Alberto. Per poi fare ritorno dove tutto inizia, e tutto ha un capolinea. E il Frontini!?
<Parlerai, oh se parlerai… silenzioso curapipe. Ti metterò sotto torchio facendo leva su gusto e olfatto, ma domani. Ecco di cosa ho ancora voglia, di un tiro benfatto di fumo>.


E l’ispettore si incamminò per le strade di Brescia con la pipa e il suo ferruccio nella tasca del paltò.




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Racconto scritto il 23/01/2022 - 07:43
Da Mirko D. Mastro
Letta n.263 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Grazie a tutti. Allora, che il viaggio abbia inizio...

Mirko D. Mastro 26/01/2022 - 05:22

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Viaggio volentieri in tua compagnia!

Moreno Maurutto 25/01/2022 - 15:18

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Niente paura. Le parole che leggo sono “…intelligente, originale…” E siamo in campo poetico!!!
Qui non ci sono nè rovi, nè spine nè rose di siepe; si viaggerà in carrozza … comodamente e dopo aver aderito, suppongo. Anche se ai poeti non bisognerebbe mai chiedere autorizzazioni, un poco di dolcezza nei testi non guasterebbe…
Un saluto a te Grazia.

Ralph Barbati 25/01/2022 - 11:08

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...intelligente, originale e con l'animo di poeta...Mirko la tua ricostruzione dei fatti chissà dove potrebbe condurre?!
Ho un brivido
Ti aspetto

Grazia Giuliani 24/01/2022 - 20:05

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Ti ringrazio Graziella...la tua presenza è sempre graditissima.
"Le persone, quando smettono di stupirci, smettono di interessarci
(Francis Herbert Bradley)

Mirko D. Mastro 24/01/2022 - 15:09

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Stupire non è facile... Si riparte con il nuovo anno anche poetico e io ci sarò spero. Sempre molto originale! 5*

Graziella Silvestri 24/01/2022 - 08:56

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Grazie amici autori, è un piacere avervi ancora con me. Sarà ora mio compito farvi sgranchire le gambe e portarvi in un piacevole viaggio attraverso la nostra Italia

Mirko D. Mastro 23/01/2022 - 14:50

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Simpatico racconto
Grazie

Mary L 23/01/2022 - 13:52

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Cara Maria Luisa, mi permetto di affiancare al tuo” viaggio fra presenti ed assenti”, la mia idea che in fondo Mirko per me ha tracciato linee tra ‘presenti e presenti’. E non perchè io non sia mai scomparso piuttosto perchè tutti coloro che hanno scritto qui qui son rimasti. Tutti. Molti mi hanno arricchito, molti infastidito ( ma come era bello essere infastidito!!!), molti perchè … basta qui.
Devo complimentarmi con l’amico Mirko: sei stato , e sarai sempre , un ottimo baluardo al crollo delle mura di oggi scrivo. Questo te lo dobbiamo. Sia pure sapessi quanto mi mancano le tempeste passate che poi hanno creato QUIETE. Sai, per me, la quiete appiattisce un poco la piattaforma . Comunque, grande Mirko e viva Mirko nella sua carrozza.

Ralph Barbati 23/01/2022 - 12:02

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Che simpatico e bel racconto in un viaggio tra presenti e assenti nel mondo di "Oggi Scrivo."

Maria Luisa Bandiera 23/01/2022 - 08:59

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Finalmente! Ero ormai stanco di questa sosta forzata. Ho le ginocchia intorpidite e la panza crescente…
Bravo Mirko, molto sagace la tua opera. È un periodo di calma piatta.
Un saluto

Loris Marcato 23/01/2022 - 08:22

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