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La mia amica Titti

Erano anni che non mi mettevo davanti a un foglio elettronico per scrivere qualcosa di me. Non che non siano successi eventi degni di nota, anzi l’esatto opposto, ma non mi era più venuta quella voglia di condividere in questo mondo virtuale. Forse per colpa anche di questi social. che ormai 9 persone su 10 usano per pubblicare qualsiasi cosa pur di avere dei “like”… no. Io non sono così. Io pubblico qualcosa, certo, ma il mio animo lo condivido con pochi. Queste pagine virtuali però sono come una valvola di sfogo, una lettera che potrebbe arrivare comunque al destinatario con un po’ di fortuna, o comunque a qualcuno che si immedesima, che si fa travolgere o che, semplicemente, ascolta senza battere ciglio o interromperti.
Questa notte non riesco a prendere sonno, così ho preso il cellulare e nel rivangare vecchi ricordi e vecchi amori sono finita di nuovo qui, e grazie ad un commento inaspettato e molto apprezzato, mi viene voglia di scrivere.
Ma cosa posso raccontare? E subito un lampo, come se la risposta fosse sempre stata li… come se questa cosa doveva essere fatta già da qualche tempo… vi voglio raccontare della mia amica Titti.
Facciamo un salto di 25 anni indietro nel tempo, avevo 12 anni. Ero una ragazzina introversa, avevo due amiche con cui passavo i pomeriggi e, a volte, erano pure troppe… stavo bene da sola, non mi sentivo capita del tutto… un po’ fuori dal coro diciamo.
Una sera conobbi lei, Titti. Aveva 42 anni, i capelli lunghi fino al fondo schiena, biondi e lisci. Il viso segnato da sofferenze che solo col tempo mi avrebbe raccontato.
É bastato poco, ci siamo presentate ed é scattato qualcosa… con lei potevo essere me stessa, parlavamo di cose “da grandi”, con lei ridevi, non potevi non farlo. Il suo senso dell’umorismo ti trascinava in un vortice di risate così forte che presto ti ritrovavi con la pancia dolente e il viso bagnato di lacrime. Era ironica la mia Titti, era un’arma per lei, con la sua ironia ha affrontato sventure che altri non avrebbero affrontato.
Titti aveva un modo tutto suo per affrontare la giornata, trovava il bello in ogni cosa, ti circondava di bontà.
Vedeva il buono anche nella gente cattiva… lei non mancava mai di rispetto a nessuno, nemmeno quando le hanno tolto il bene più prezioso, la sua bimba, lei ha lottato.. giorno dopo giorno, nella sua umiltà, nella sua sincerità… lei non si è data per vinta e finalmente, dopo anni, qualcosa si stava mettendo a posto.
La sua bambina era tornata a casa anche se ormai non era più una bambina ma una ragazzina che, purtroppo, aveva preso strade sbagliate e toccava a Titti rimettere insieme i pezzi.
E l’ha fatto… come solo lei sapeva fare…. Con i piccoli gesti, con le parole, con le sue battute, con il suo amore per il prossimo e per ogni creatura su questa terra. Si, forse non mi crederete quando vi dico che Titti diceva “grazie” alla sua gallina quando le faceva le uova, che parlava alle sue piante con dolcezza e gentilezza. Lei era davvero unica e speciale, con un passato buio alle spalle e un presente molto difficile, fatto di problemi troppi grandi per lei da superare. La sua forza d’animo si è indebolita il giorno in cui si è resa conto di non essere più in grado di dipingere…. Faceva dei quadri la mia Titti, che dire “stupendi” é riduttivo. Io stessa quando vidi un suo quadro per la prima volta, rimasi sbalordita dai tratti, dalla perfezione nei particolari, dai colori…. E il non poterlo più fare per lei è stato l’inizio della fine.
Tanti problemi fisici le si sono accollati addosso, e lei era stanca…. Con l’arrivo della pandemia mi ripeteva sempre “piccola, questo mondo mi fa paura, é un mondo che non mi piace, non mi piace più questo mondo qui…..piccolina… sono tanto stanca…..’’ e io ci ho provato a tirarla su, a farle cambiare idea, a convincerla a non arrendersi.
Ma penso che arriva un momento in cui in noi scatta qualcosa… un momento in cui il tuo corpo e la tua anima dicono “basta”….
La mia Titti si è spenta il 7 dicembre scorso, e mi ha lasciato così…. Senza un “ciao piccolina”, senza un’ultima battuta, senza un “ti voglio bene”… lei lo diceva sempre: “bisogna dire “ti voglio bene”, non c è cosa più bella che sentirselo dire”…quanto aveva ragione… e quanto mi manca quel “ti voglio bene”. Ogni tanto me lo riascolto nell’ultimo vocale che mi ha mandato ad ottobre.. ma non è la stessa cosa ovviamente…..
Mi manca tanto la mia Titti. Noi non ci sentivamo tutti i giorni, ma lei c’era sempre… bastava un messaggio o un post su Facebook ed eccola lì, con le sue battute o i suoi baci virtuali. Lei adorava il mondo social, si era fatta tanti amici virtuali, ma si lasciava coinvolgere come se erano a due passi da lei….
Quando ho nostalgia di lei, apro il suo Facebook e rileggo i suoi post e mi sembra di averla ancora qui… a volte commento anche ma poi torno alla realtà, lei non risponderà al mio commento, e cancello…..
In questi mesi ho avuto tanto bisogno delle sue parole… lei aveva sempre la parola giusta, sapeva mostrarmi il bello di me… sapeva tirare fuori dei pezzi di me che a volte credevo non avere più… sapeva farmi ridere, mi voleva bene e me lo diceva… Dio questo mi manca più di tutto. L’affetto che mi dava.
Titti, amica mia, chissà se dove sei ora senti quello che provo, io ti immagino serena, circondata dai tuoi genitori che hai perso da piccola, dalla tua nonna (che chiamavi Mamy ) e dagli animali che hai amato come tuoi figli. Ma egoisticamente ti vorrei ancora qui con noi, non sai quanto ho bisogno di sentirmi dire “ti voglio bene piccolina”.
E voi che leggete, seguite i consigli della mia Titti: dite “ti voglio bene”..”grazie”…..”per piacere”….”scusa”….”ti amo”…. Ditelo… non smettete mai di dirlo.
E…. Titti, amica mia….mi manchi. Ti voglio bene ❤️



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Racconto scritto il 23/04/2022 - 05:27
Da Dory Dory
Letta n.89 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Scrivi bene, col cuore, e dici cose giuste che condivido.
Grazie per averle condivise!

Marina Assanti 23/04/2022 - 14:53

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Molto brava., ne approfitto per farti una domanda: Perchè non usi il tuo vero nome?Sarebbe bello commentare qualcuno che sebbene senza volto abbia almeno un nome da evocare. Ciao, scusa se mi sono permesso.

mario Righi 23/04/2022 - 10:38

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Molto sentito questo commuovente racconto!

Maria Luisa Bandiera 23/04/2022 - 07:39

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Ho apprezzato molto l'originalità del testo

Mirko D. Mastro 23/04/2022 - 07:02

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