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Tutto è bene…

<Oggi ha voglia di parlarmi dei suoi figli?>


«C’è poco da dire… stanno crescendo.
I miei ragazzi tra non molto non avranno più bisogno di me»


<Anche questa volta ci sarebbe, invece, parecchio di cui parlare… I suoi figli non smetteranno mai di aver bisogno di lei.
Di un padre che ritrovi la voglia di guardare ancora il cielo>


«Vede, non ho niente a parte loro.
Che hanno lasciato le vecchie fotografie, ora sono indipendenti»


<Ma restano i suoi figli. Ne ha parlato con loro? Di questo suo disagio>


«Lei fa troppe domande…»


<Non ce ne sarebbe bisogno, se lei si aprisse con me>


«Un padre dovrebbe apparire forte, sicuro ai loro occhi»


<E’ certo che non la vedano, nonostante tutto, ancora così?
Non faccia l’errore di sottovalutare la loro capacità di comprendere.
Abbiamo finito per oggi, mi lasci il cappello…>


«Magari la prossima volta.
Credo di sapere cosa fare…»




Giorno 15 Settembre, seduta N. 3, paziente: Uomo col cappello




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Racconto scritto il 16/09/2023 - 08:02
Da Mirko D. Mastro
Letta n.202 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Il cappello porta i nostri sogni e speranze , non si può donare subito

Mary L 16/09/2023 - 13:20

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Mai lasciare ad altri il proprio cappello, sotto sotto
ci stanno i nostri sogni, e a tutti non si possono donare... ma solo a chi sa scostartelo con garbo!!

Anna Cenni 16/09/2023 - 12:26

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