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Quanto più poeta più bastardo

I baci puzzano d’autunno.
I classici corpi sono attaccati al filo spinato.
Tutto si mischia in cantico e nebbia,
nella sabbia accoltellata dai nostri passi.


Qualsiasi gesto nutre di calore innumerevoli insetti.
Tutto si scopre
e s’agita l’acqua magmatica.
Perche anche il silenzio ha la sue mappe
e i rispettivi cani della morte.


Questo è il putrido marrone,
in un alto paesaggio di palude.
Il folletto che è rimasto viziato da effusioni.


Sono necessari molti e troppi trapezisti
per finirla con la fame nel mondo.
C’è da costruire un’armatura contro il ventricolo,
contro i baci rapidi.


Ma,
quanto più poeta
- più bastardo.




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Poesia scritta il 18/01/2015 - 22:18
Da Poeta Operaio
Letta n.1508 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Che ci siano poeti bastardi, non ho dubbi...Che ci siano bastardi poeti, anche...Ne crea di combinazioni la natura umana!...Ma farebbe sempre bene a tutti conquistare un minimo di limpidezza vera su di Sé!
Vera

Vera Lezzi 19/01/2015 - 19:01

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Ho letto tutte le tue poesie e trovo che ci sia in esse tanta sostanza e tanto dolore e ribellione. Il mio commento vale meno di zero ed è giusto che ognuno di noi trovi la forma e il contenuto più sentito per esprimersi.
Ma poiché ciò che penso devo dire e dato che tu pubblichi su questo sito, sarai disposto anche a leggere il mio punto di vista, che devi prendere per quello che è, il commento di una che di poesia ne capisce molto poco. Non amo le poesie sdolcinate, né quelle ad effetto, ma questo tipo di ermetismo a lungo andare mi fa venire il mal di stomaco!
Ciao Elisa

elisa longhi 19/01/2015 - 18:56

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I baci puzzano d'autunno ovvero(di muffa e non sono sinceri)i poeti sono prigionieri del passato e nel fare poesia
Mischiano sacro e profano,uccidendola.Siamo così affamati d'amore,che qualsiasi gesto lo percepiamo come un richiamo.Ma si scopre tutto e ciò fa agitare anche i più forti,il silenzio ha un suo disegno e chi per lui a parlare.in questo paesaggio palustre il poeta si è fatto viziare dalle moine.Ci vogliono troppi giocolieri per saziare la fame d'amore,e un'armatura per proteggere il cuore dai tanti baci dati veloci,ma quanto uno è più poeta tanto è più...Questa la mia chiave di lettura alla tua poesia enigmatica.Non per niente di fai chiamare poeta operaio,ci avrai lavorato su,ma ti assicuro che hai fatto lavorare anche me.Fammi sapere, dopo tanto piacevole lavoro me lo merito non credi?Comunque è un'opera interessante,e mi piacerebbe avere uno scambio di vedute se non altro perché non mi preoccupo di fare una brutta figura.Ciao

Claretta Frau 19/01/2015 - 17:27

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