Ah...
Ah, quanti ricordi.
Ma vi ricordate i telefoni neri
si, quelli appesi al muro dei corridoi
alcun volte sembravano arredi veri,
fuor dalla portata dei bimbi tuoi.
Son poi diventati grigi ed anche colorati
con tante forme allegre e disparate
dai fax e cellulari poi rimpiazzati
perdendo il mistero di quelle lunghe telefonate.
Ci si accoccolava per terra
si sussurrava nella cornetta
un genitore sempre minacciava guerra
e noi, frasi d’amor alla nostra eletta.
La linea si chiudeva quasi quasi
e rimaneva un po’ di umor sulla cornetta
le mani in tasca a ripassar d’amor le frasi
e il pensiero lì, a quelle tasche vuote senza una liretta.
Tempi belli quelli, in tv ci riempivamo
con “poveri ma belli”, film veri e sani
oggi solo noi con gli “anta “ “anta” rivendichiamo
ricordi di passioni ricche in squattrinati umani.
Ma anche con un i-phone, un android o un fablet
son sempre io quello che sussurra parol d’amore,
il vento in faccia su un vecchio cabriolet
oggi come allora della vita un abbordatore.
Luciano Capaldo 13 maggio '15

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HO PER VIZIO... LA PACE...
LIETA GIORNATA LUCIANO











