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Apro la porta ed eccomi al solito
angolo privo di geometria.
Tavoli e gente, appunto, al solito.


Prima mi investe poi mi inebria
un'infilata di brille parole:
strane,
non straniere.


Si accodano una dietro l'altra,
miscelandosi e combinando un
delizioso girotondo di marchio
sudamericano.


Suoni,
svolazzi,
timbri a volte duri altre dolci:
briglie sciolte.


Un incontro di anime stanche,
forse sofferenti
ma legate insieme
per urlare
in questo
tempo
il loro
tempo:
gioia circoscritta e
vitale.


Il paese lontano,
l'origine di tutto
oltre il tutto.


La goliardica compagnia si divide.
Il suadente accento ora è muto:
l'abbraccio
sentito,
l'appuntamento
a un dopo.




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Poesia scritta il 10/01/2017 - 17:36
Da gabriele marcon
Letta n.1615 volte.
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