Erano gli anni dell’entroterra
quando avvertii il richiamo del mare,
la ragione mi invitò a fuggire
l’effluvio del sale invece no.
quando avvertii il richiamo del mare,
la ragione mi invitò a fuggire
l’effluvio del sale invece no.
Gli spruzzi alitati dal vento
vellicarono le narici,
l’odore della salsedine
stuzzicò la mia fantasia.
Quella veduta mi incantò
e nello stupore io mi immersi,
esplorai fondali, caverne ed anfratti
e da quell’estasi non emersi mai.
Senza la stoica foga del vento
or pigramente il mare sonnecchia,
il turbine ha chetato le ire,
gesto che l’onda sembra patire.
Poesia scritta il 13/06/2026 - 19:11Letta n.110 volte.
Voto: | su 4 votanti |
Commenti
Poesia davvero splendida. Un caro saluto 

Gaetano Lo Iacono
17/06/2026 - 20:41 --------------------------------------
È vero, emergere non è semplice: anche quando ci si riesce, si resta comunque ciò che si è, con ciò che si prova a donare per ritrovare un po’ di respiro.
Una poesia intensa, capace di far sentire il mare anche dentro. Complimenti davvero
Una poesia intensa, capace di far sentire il mare anche dentro. Complimenti davvero

MARIA ANGELA CAROSIA
15/06/2026 - 18:49 --------------------------------------
Bellissima poesia... quella terza strofa poi...ciao Francesco 

Milena Bortoluzzi
14/06/2026 - 09:58 --------------------------------------
Lirica sul mare che le rende onore!


Maria Luisa Bandiera
14/06/2026 - 08:58 --------------------------------------
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