Nel breve lasso
a ridosso del crepuscolo
il mare
ostentava la sua flemma,
sull’onda,
germinata da lontano,
l’astro mi parea una gemma.
a ridosso del crepuscolo
il mare
ostentava la sua flemma,
sull’onda,
germinata da lontano,
l’astro mi parea una gemma.
Agosto
si offriva al suo declino
ferino
a tratti
per la sua caldura,
il viso
era fonte di madore
mentre alla pelle
gli togliea la cera.
Poi il sole si eclissò,
con mio conforto,
addentro il mare dei ricordi
di estati ite
nel tempo che fu
che un dì erano ambite
e adesso non son più.
Poesia scritta il 11/09/2026 - 18:43Letta n.130 volte.
Voto: | su 4 votanti |
Commenti
L’estate è bella, ma certi momenti vissuti in allegria mancano ancora, e farebbe bene poterli rivivere. Una poesia molto vera, che tocca e resta. Complimenti di cuore. 

MARIA ANGELA CAROSIA
15/09/2026 - 13:25 --------------------------------------
Bellissima questa poesia che non è una semplice intolleranza al calore climatico, ma il riflesso di un mutamento interiore, dove il passare del tempo ha trasformato la solarità estiva in un momento di solitaria e crepuscolare introspezione.
Nunzio Ciccarelli
14/09/2026 - 18:34 --------------------------------------
Il sole che si eclissa nel mare dei ricordi d'un tempo lontano, dentro il cuore ma non più nella mente.. o viceversa..


Maria Luisa Bandiera
13/09/2026 - 07:26 --------------------------------------
Molto belli questi tuoi versi, quel lampo di estati ite poi... particolarmente piaciuto, non da meno l'incipit, bravo. Ciao 

Milena Bortoluzzi
12/09/2026 - 09:00 --------------------------------------
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