RACCONTI |
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Autore |
Un po di me! Ho sempre diffidato dal virtuale e con prudenza mi sono affacciata su Oggi Scrivo...
Sentivo la necessità di pubblicare le mie emozioni, per lungo tempo rinchiuse in me e nei fogli sparsi dentro la mia anima... Poi il tentativo di vincere la mia riservatezza ![]() ![]() ![]()
Era la nebbia Una leggera nota vola lontano
da quel pezzo di cielo, che limpido voleva coprirci dal male del mondo. E noi avvolti da una sottile nebbiolina estiva, avvertivamo il disagio ![]() ![]() ![]()
Entro... Inutile bussare, entro nel tuo mondo con le scarpe, poi mi sfilo il rosso, entro scalza nel tuo mondo.
Mi cattura quel disordine strano tra spazi vuoti e spazi colmi, come due bicchieri con la traccia di labbra posate, che sanno di vino e di rossetto. ![]() ![]() ![]()
Intrecci/ Il mondo dell'irreale, dell'illusorio senso del non vero non mi appartiene.
Voglio vivere nell'aria salmastra del mare e aspirare il profumo che irradia le nari. E stare così tra un cielo di stelle e la Luna che guarda ogni mistero che mi porto dentro. Appartiene solo a me, a quella parte profonda che profuma di vita, che pochi sanno capire. È l'essenza, la gioia, è la Dea che sconfigge i balordi di questo strano mondo. È far pace con la bambina che sono stata nella profondità del mare, quando il sale scorreva tra ferite distratte da mostri portati dal vento irrequieto e bestiale. E poi è sempre quel vento che quieta il mio animo, quando mi fa volare nella bellezza di un cielo stellato o terso tra un soffio che appartiene a mio padre e a mia madre, figlia del vero, dell'amore soave. E poi madre io, di quel figlio nato dall'essenza primordiale, dove il mistero viene capovolto e si fa reale . Senso non senso, illusorio destino di una vita vissuta tra gioia e dolori. Mordere... (continua) ![]() ![]() ![]()
Ferite / fiori Senza nessun preavviso,
oppure no/ si celava la menzogna. Si profilava tra una finestra socchiusa tra crepe nel legno usurata dal tempo, pioggia e vento lasciavano impronte di mani beffarde, illusorie a raccontare carezze senza brezza/ nascoste in pieghe lontane di un tempo meschino/ Portavano solo maschere. Maschere che celavano il dolore antico di un bimbo / scalfitto nell'anima. Fiori come dolori si aprivano tra le crepe del sole in una finestra senza luce, abbagliata e confusa dall'ego narcisista di un poeta che non sapeva distinguere l'amore per le troppe ferite che si portava nel cuore. Invidiava la luce splendente di un anima che aveva reso alla gente emozioni e verità attraverso il suo unico modo di amare / Pulito e sincero che non confondeva con niente, se non era il sole a sorgere nel mattino, di quel mare profondo. Ma era il dolore confuso di un ego persuaso, ad essere dominato dalla potenza di un male che voleva a tutti costi primeggiare sul mare.... (continua) ![]() ![]() ![]()
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