RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
IL RITORNO DELLE JANARE La janara si nascondeva sotto i piedi del granaio di legno, nello stanzone buio e asciutto, vicino al fienile e la stalla del casolare. La fetente attendeva che la famigliuola andasse a dormire… ma non aveva fatto i conti con il nostro trisnonno.”
Grossomodo, così esordiva mia madre quando iniziava il racconto; in genere dopo cena e prima di andare a dormire. Quattro figli ravvicinati, tre maschi e una femmina, aspettavamo di sentire questo e altri racconti, specie nelle lunghe serate d’inverno, quando magari nevicava e si stava bene vicino al camino. Non avevamo ancora il televisore, per fortuna, si direbbe oggi… (era una prerogativa delle famiglie più agiate). “Il trisavolo stava in guardia perché si era accorto che gli animali della stalla erano nervosi e i cani abbaiavano di continuo. Poi, da qualche tempo c’erano stati infausti eventi capitati a certi poveri contadini del vicinato: Presso una stalla era nato un vitellino senza gambe, talché non si poteva alzare né allattare e... (continua) ![]() ![]() ![]()
L'odore dell'uomo e il Lupo Il vento del nord sta esaurendo la sua forza e si rompe in vortici e mulinelli sul fianco della montagna, fin sulla cima imbiancata, dove strappa sottili granelli di neve gelata che proietta, come la coda bianca di una cometa, verso l’argenteo disco della luna.
La piramide del Monte Velino, con il suo cappuccio bianco, sembra un vulcano sonnacchioso e tranquillo. Come un gigante buono, protegge la valle dai refluii freddi venuti da lontano. Si dice che dalla cima di questa montagna, nei giorni particolarmente sereni, e possibile ammirare sia il Tirreno, sia l’Adriatico. Alle sue pendici, il vecchio lupo avanza allo scoperto, fra steli d’erba secca, diretto verso la fitta faggeta che veste i fianchi di una stretta valle, che fa da cornice all’imponente montagna. ![]() ![]() ![]()
Pensieri notturni Questa notte una nuvola ha invaso la mia collina, e somiglia molto alla nebbia della Valle Padana. Ma questa non è nebbia, anche se c’è poca differenza. Già, la differenza, vi starete chiedendo… ma che diavolo di differenza può esserci?
Eppure c’è, eccome se c’è! La coltre bianca che mi sbarra la vista, che si para davanti, si muove e scorre sul vetro della finestra, come un fiume di gocce infinitesimali. Dev’essere per forza una dannata nuvola, scesa più in basso del solito… quasi per fare un dispetto ai miei occhi! Mah… almeno, da quelle parti, nella Valle Padana voglio dire, c’erano tante discoteche, dove ti potevi sedere, con la schiena abbandonata ai braccioli, con una bottiglia e... magari una donna, senza fare caso alla misura delle sue caviglie. Ma queste sono cose da giovani. Allora ci bastava poco per vivere. Le luci della discoteca somigliavano al sole… e guardavamo al mondo con la felicità immensa, e la beata incoscienza degli anni migliori. Ora la nuvola... (continua) ![]() ![]() ![]()
La rotonda... dei matti Oggi si diventa matti facilmente…
e non per la fame, o la sete, né per la fatica che ci vuole per procurarsi da vivere. La fame, quella vera, magari è una tortura, e fa soffrire per i crampi allo stomaco, che spingono a cercar da mangiare. Anche se, per la fame, da noi… basta rovistare un cassonetto. No no! Non si diventa matti per un bisogno ma, piuttosto, quando esso è percepito erroneamente come tale. Sulla vecchia statale, qui vicino, dove c’era la fermata dell’autobus… hanno realizzato una bellissima rotonda. ![]() ![]() ![]()
VINO GENTILE Avevo una coda di lucertola tra le mani, l’ultima volta, come un buon suggerimento per scrivere qualcosa; ma si trattava di una scusa. Avrei voluto che m'ingannasse, il movimento di quella coda, e che mi avesse perlomeno distratto; come aveva fatto con il mio cane.
In realtà era un vuoto d’amicizia, che avrei voluto riempire; forse per distrarmi da un cruccio cui era difficile dare una risposta. Abbiamo camminato insieme, sul quel sentiero abbandonato, lasciando qualche impronta nella polvere della memoria. Una via dimenticata, quasi sommersa o diluita nelle beghe e le inimicizie di questo tempo, eppure così importante; talmente impressa, com’è, nell’amicizia della terra. Poi è arrivato il soccorso di una fresca mattina d’autunno, con il sole che veniva dal mare, che mi ha portato, finalmente, tra l’uva matura della vigna! Forse non ve lo aspettavate, ma l’ho appena assaggiato… il mosto dei miei due tini. La siccità poteva essere un pericolo, per lo sviluppo dei grappoli,... (continua) ![]() ![]() ![]()
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