RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
||
Autore |
Quella chiesetta Ai margini d'un ruscello, fra ruderi e un cipresso, sorge una vecchia chiesetta, e poi l'aperta campagna.
Nelle ore pomeridiane cammino con il mio passo da lumaca e con un bastone da pastore verso la chiesetta. Mi appoggio fra i vecchi ruderi, aspettando l'ora del vespro, quando si addormenta l'ultimo raggio di sole e poi quel tocco di campana e l’Ave Maria, come quando ero bambino. Nei mesi d’inverno la mamma veniva a prendermi e con il suo scialle mi asciugava il viso, bagnato da qualche fiocco di neve. Oggi quella chiesetta è tutto quello che resta ancora in me, solo ricordi, che come l'ombra, seguono i miei passi ovunque.... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il santone Non avevo ancora quindici anni, il giorno del ventiquattro Dicembre passavo per una via principale del mio paese, con un cielo bigio e umido, poco nebbioso, quando in un angolo della strada sul marciapiede vidi un anziano seduto in una seggiolina di spiaggia, vestito normale e bene equipaggiato. Al primo momento pensai che fosse un mendicante, ma la mia curiosità mi spinse a chiedere prima di ogni altro:
“Scusi Signore, Le serve aiuto?” Lui rispose: “No, aspetto la corriera per il Gioeni, una borgata del paese.” “Ma guardi che è già passata!” dissi e l’anziano ribatté: “Non fa niente, aspetto la prossima corriera.” “Ma l'altra passa domattina!” affermai. “E va bene, vuol dire che andrò a piedi. Ho buone orecchie e il mio udito mi porta ovunque.” “Non capisco, si spieghi meglio.” pregai. “Caro ragazzo, la vista noi l'abbiamo nel cervello grazie all'udito e non dimenticare mai che per avere molta vista bisogna ascoltare, ascoltare tanto tanto adesso ti chiedo di chiamare un tax... (continua) ![]() ![]() ![]()
Buon Natale con Gino e Tina Tanto tempo fa in una città italiana dopo la seconda guerra mondiale durante l’emergenza, due fratellini, Gino tredicenne e Tina undicenne, la sera del ventiquattro Dicembre andarono dalla zia a chiedere del denaro in prestito ma la zia era partita. Quella sera faceva tanto freddo e qualche fiocco di neve cadeva sulle loro teste, tanto che i lunghi capelli di Tina si coprirono tutti di bianco. Strada facendo per il ritorno verso casa in un angolo della strada videro un vecchietto appoggiato con le spalle al muro e ai suoi piedi un catino con la brace che lo scaldava. Chiedendo il permesso i due fratellini si accomodarono vicino al vecchietto. Nessuno di loro osava dire qualcosa. Tina poveretta tremava dal freddo il vecchio la guardava mentre quella brace diventava sempre più di un colore rosso violaceo. Ad un tratto il vecchietto disse:
“Avete ancora freddo voi due?” I fratellini risposero: ”No, non abbiamo più freddo, grazie nonnino. In quell’ istante quella brace divenne una ce... (continua) ![]() ![]() ![]()
IL palloncino rosso In un parco comunale, un giorno durante la mia consueta passeggiata pomeridiana scorgo dietro un ceppo di piante un bambino che rincorre un palloncino rosso a forma di un cuore. Trascinato dal venticello e posatosi sui miei piedi il bambino prende il suo palloncino e con garbatezza dice: “Grazie nonnino!”. Nel medesimo tempo una signora poggiando la sua mano sul dorso del bambino esclama: “Hai ringraziato il signore?” “Sì nonna!” risponde il bambino e in quell’istante io rimango perplesso, come folgorato al cospetto di quella donna. La signora con mezzo sorriso scaturito dalle sue labbra mi chiede: “Abita lontano da qui? Vedo che Lei non sta tanto bene!” “No, tutt'altro, Signora, sto molto bene, anzi se mi permette, desidero fare due passi con Lei e il bambino.” La signora non esita: “Sì, volentieri!” E cosi camminando ci facciamo delle domande e risposte, come di consueto quando si ci incontra. Noto subito che le nostre vedute sono reciproche e cosi chiedo di rivederla ancora e da que... (continua)
![]() ![]() ![]()
Beffardo destino Avevo compiuto appena diciotto anni, millenovecentocinquanta. Scorrevo le mie giornate sempre in attesa di qualche evento, sognando e sospirando al vento, svolazzando nello stesso momento come un uccello in cerca della propria compagna. Malgrado eravamo ancora teneri di età, per gli anziani di quell’epoca eravamo i vitelloni e le ragazze le zitelle. Ma ecco che inaspettatamente qualcosa in me stava per cambiare: mi trovai nella piazza del mercato quando in un angolo del marciapiede scorsi una ragazza che ballava a piedi nudi, capelli molto lunghi, un po lacera vestita e alcune persone mettevano qualche monetina in un piattino là per terra. Mi fermai e assistetti a qualcosa di scherno. Un uomo interruppe la danza che la ragazza seguiva e poi la abusò con la mano strofinandola nel sedere della ragazza. In quell’istante io come avvolto da un ira incontrollabile diedi un calcio a quel uomo e poi con prepotenza presi il braccio della ragazza e a voce alta esclamai, come se fosse mia sorella... (continua)
![]() ![]() ![]()
|
|||||||||||||||||