RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
L'aquila e i sei avvoltoi C'era una volta un'aquila che solcava il cielo di Zancle, godendosi una pace e tranquillità che solo la bellezza del creato poteva offrire.
Un giorno gli venne la malsana idea di spostarsi verso sud-est dove conobbe e strinse un legame con sei falchi catanesi. Essi, mostrarono dei modi affabili e amichevoli, ma nel giro di poco tempo, si tramutarono in famelici avvoltoi, svelando così la loro vera natura. A tradimento, affondarono gli artigli sull'aquila che cercò di reagire e di difendersi in qualsiasi modo. Fu tutto inutile: finì per precipitare e stramazzare al suolo, ai piedi di un'austera montagna. In men che non si dica, il gruppo di carognosi andò giù in picchiata per "spennare" senza pietà il rapace messinese. Poi ripresero il volo, pronti a rieseguire la diabolica montatura con altri sventurati. All'imbrunire, si udì una brevissima, triste e ripetitiva cantilena di un vecchio gufo che durò per un'intera notte. «Oh, povero e disgraziato alato. ![]() ![]() ![]()
L'anima Ho esalato l'ultimo respiro. Buio. Lunghissimi secondi a chiedermi: sprofonderò in un oblio senza fine oppure la fantomatica vita dopo la morte sarà una realtà concreta?
All'improvviso avverto una vibrazione rigenerante, per di più riesco a librarmi in aria in questa asettica stanza d'ospedale dove giace il mio corpo fisico collegato a quell'ormai inutile macchinario. Conservo, pardon, ho ampliato la capacità di pensare e di ricordare, peraltro cosa non poco importante, so di esistere ancora. Potrei paragonarmi a un bruco uscito da una mela, in seguito a una galleria scavata a fatica. Un'invitante luce multiforme, calda e rassicurante, punta nella mia direzione, d'istinto le vado incontro. Una dimora che desidero chiamare Aldilà mi aspetta, tra infinite incognite e compenetrazioni dell’essere. Al termine dell’esperienza terrena, l'anima non muore, l'anima si anima. In eterno.... (continua) ![]() ![]() ![]()
Sopravvivere Premessa: 'Sopravvivere,' fa parte di una trilogia intitolata 'Separazione' che comprende anche 'L'addio' e 'Piove sul bagnato' i cui testi sono collegati tra loro.
--- C'è gente che sopravvive alle guerre, c'è gente che sopravvive alle prigionie, c'è gente che sopravvive alle malattie, c'è gente che sopravvive alla perdita di persone care e c'è gente che sopravvive alla gente. ![]() ![]() ![]()
Spalare Jacob, un quattordicenne inglese di Manchester, buscava una sterlina al giorno per spalare il vialetto di casa da neve e nevischio.
Fu un'idea del padre per spronarlo a fargli fare qualcosa, poiché da tempo il ragazzino era diventato pigro e petulante. Al giovane, ben presto il pound quotidiano non gli bastò più, tant'è vero che di sua iniziativa si mise a spalare il vialetto cinque volte al giorno. Tale espediente durò una settimana. «Ascolta, la storia delle cinque sterline deve terminare» gli disse il padre, con un’espressione seccata. «Se vuoi altri soldi, vai a pulire i vialetti del vicinato.» Il consiglio, da Jacob venne male interpretato, difatti rincasando nel tardo pomeriggio, chiese di essere pagato. «Devi battere cassa dai vicini, non da me!» precisó sbuffando il genitore. La mattina seguente, la polizia portò Jacob alla stazione in quanto con una pala in ferro aveva ridotto in fin di vita il signor Cooper. «Quel taccagno del vicino non voleva sganciare» raccontò l’a... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il concetto di infinito Walter, nel nel mezzo della lezione, alzò la mano e chiese al nostro eccentrico professore di matematica se poteva fornire una definizione globale e semplificata del concetto di infinito.
La risposta che ricevette fu la seguente: «Il concetto di infinito è inteso come ciò che non è compiuto, o come ciò che non ha limite.» Il mio compagno di banco, essendo duro di comprendonio, mise a dura prova "l'infinita” pazienza dell'insegnante con una sequela di domande. All'improvviso, il docente scoppiò in una risata isterica, poi prese un gessetto bianco per tracciare una linea continua sul pavimento della classe. Sotto lo sguardo sbigottito del bidello, l'ente geometrico proseguì imperterrito nel corridoio, arrivando persino all'esterno della scuola. Assai stupiti, dalla finestra osservammo il prof allontanarsi. Da quel giorno non lo vedemmo più.... (continua) ![]() ![]() ![]()
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