RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
In un battito... Dalla strada non si sente il profumo, nemmeno con i finestrini aperti. Si intravede un disegno tracciato nel verde della pianura, incastonata tra la pineta da una parte, che volge al mare, e, il ponte, che passa al di sopra di rocce e massi. È un campo di fiori bianchi, sfiorati dal vento, forse del mare. Si muovono appena.
Tre volte a settimana, nei giorni dispari, Giulio e Marta da due anni, forse qualcosa di più, percorrono il viadotto. Tra la primavera e l'estate il campo fiorito attira lo sguardo di Marta, che, con il braccio fuori del finestrino, in silenzio, saluta i fiori. Giulio ride. Stacca la mano destra dal volante e lascia scivolare una carezza, sulla gamba della moglie, seduta a fianco. “Martina mia, ma ti ricordi quando s'andava io e te sulla bicicletta?! Io pedalavo e tu stavi seduta sulla canna, di fianco con le mani al centro del manubrio. Guardavi la strada avanti a noi, ti preparavi alle buche che a volte non riuscivo a evitare. Mi davi le spalle con que... (continua) ![]() ![]() ![]()
La Terrazza LA TERRAZZA
Trattiene il respiro Bianca, lievemente appoggiata alla sua porta di ingresso, dove la luce delle scale fa breccia nelle sottili crepe del legno e si posa sulla scolorita fantasia del suo abito a fiori blu; da tre settimane la stessa scena per lei, come un appuntamento con un evento che non ritarda nemmeno di un minuto. Le sue orecchie tese a percepire la porta del piano di sopra chiudersi con garbo, Bianca osserva le sue mani dalla pelle inequivocabilmente segnata dagli anni, lo smalto rosa geranio ormai consunto la deconcentra dall'attenzione, quando il rumore delle scarpe sulle scale la fa sobbalzare. Ha paura che quell'uomo vestito di nero possa percepire la sua presenza lì, dietro la porta, dove da molti giorni oramai lui spia i suoi movimenti. All'inizio era spaventata, da quella figura che si muoveva con circospezione anzi le sembrava un topo di fogna che scivola in silenzio disturbato da quella luce delle scale che si accendeva con un sensore di movimento, cos... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il ventaglio di Siviglia IL VENTAGLIO DI SIVIGLIA
“ Si amavano. Pativano la luce, labbra azzurre nell'alba, labbra che escono dalla notte dura... “ Cinzia si era appoggiata alla parete, color albicocca , come sua madre l'aveva fatta pitturare, un mese prima, prima di morire, improvvisamente, come se un colpo di cimosa l'avesse cancellata dalla lavagna di grafite lasciando una leggera nuvola di polvere di gesso che sarebbe ricaduta a pioggia su chi la amava, acqua che nelle successive settimane si era per tutti trasformata in una fredda e spigolosa grandine. Cinzia era stata avvertita da un'amica di famiglia; Giada una domenica mattina le aveva telefonato, poche parole pronunciate lentamente, una lasciava presagire l'altra, il tono sempre più basso e grave, un silenzio lungo prima della chiusura della telefonata e … non solo. Erano passati due mesi da quel giorno, Cinzia dormiva, in quel periodo non era mai riuscita a trovare degno riposo nel suo sonno e, quando il telefono aveva squillato, sapendo che era d... (continua) ![]() ![]() ![]()
La Magia sta nella polvere LA MAGIA STA NELLA POLVERE
Angie, poco più di quarantanni, si accarezza la schiena sotto il collo, quando è tesa prova sempre una lieve fitta dentro l'osso, e lei accennando un tiepido sorriso, vi passa la mano, come se rincuorasse un'amica infelice. ![]() ![]() ![]()
La leggerezza della notte Scorreva il pollice sul tavolo di ciliegio disegnando curve, meandri, immaginarie salite con immediate discese; non lo aveva mai osservato, e quei minuscoli buchi facevano pensare che all'origine ci fosse davvero un albero, forte, di duro legno, scalfito appena.
Nella sala d'aspetto il tavolo attirava l'attenzione, non c'era su di esso un giornale, una lampada, niente di aggiunto, era lì sistemato lungo la parete, Valeria si metteva in piedi di fronte ad esso e vi appoggiava la pancia; diventava sempre più sporgente e ogni volta occupava uno spazio in più di quella precedente, immaginava che tipo di ciliegio fosse stato e se fosse vissuto in qualche regione di quella Spagna che lei aveva imparato a conoscere negli ultimi quattro anni. Da mesi il bambino si muoveva in modo indiscutibile, prima era come un leggero battito di ali di farfalla dall'ombelico al pube, successivamente era un movimento più deciso, materiale; Valeria lo seguiva con il pollice che faceva scorrere sulla pancia c... (continua) ![]() ![]() ![]()
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