RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
Crisi di identità C'è muschio sul tronco, mi hanno insegnato che da quella parte c'è il Nord.
La terra intorno ha una coperta di foglie cadute, dopo l'umidità della notte si è fatta poltiglia mista a funghi, a rami secchi che, sotto i miei passi si spezzano. Il rumore si alza, forse rimbalza sulle rocce che la montagna a poche centinaia di metri da lì offre come scudo. Il suono torna indietro, il boomerang diventa eco. Lo vedo accanto al tronco, che un lieve dislivello pone su un piano più alto rispetto al mio. Immobile. Tra i rami della fitta boscaglia la luce rosata si apre la strada tra l'aria fredda, tra poco arriveranno i raggi di sole, se va bene, tiepidi. Lui mi fissa, cerca i miei occhi. Dal naso il suo respiro si fa nebbia, come il mio. Lento alza la testa, spalanca le fauci, esce l'ululato che si espande, si alza, abbraccia centinaia e centinaia di metri intorno e verso l'alto. Scuote le file ordinate, penetra nel sangue, non c'è anima che trattenga il trucco pallido. Il buio della sua bo... (continua) ![]() ![]() ![]()
Uva passa ...che terra c'è sotto i piedi...?
Livia, dalla finestra della soffitta può allungare lo sguardo fino al ponticello che ad arco si stende da una sponda all'altra del fiume. Ai lati, l'acqua più bassa e ferma è diventata ghiaccio da alcuni giorni, le anatre si sono spostate a valle, tra i canneti ormai secchi spezzati dal gelo e dalla forza del fiume. ![]() ![]() ![]()
Gli occhi del gatto Non ricordava l'inizio.
L'ultima cartiera aveva chiuso da poco. Spento le macchine e la carta, appesa ai fili ad asciugare come lenzuola, si era accartocciata sulle assi di legno del pavimento. Il fiume si stendeva come uno specchio opaco, i canneti ai lati erano molli, accasciati in una poltiglia, il ghiaccio stringeva l'acqua. I pesci, le anatre andavano altrove. La ruota della fabbrica si incagliava senza la spinta dell'acqua corrente. Lisa, gambe unite, piegava le ginocchia, lasciava che i piedi si incrociassero e il suo corpo scivolasse verso il terreno. L'abito le si arricciava, poteva sentire la terra umida sotto di sé, stringeva le braccia intorno alle gambe leccando la pelle per sentirne il sale. Immaginava la carta che a pacchi veniva stivata nel magazzino, pronta ad essere spedita. Ricostruiva ogni successivo passaggio fino ai brillantini sulle mani che lei rubava dalle buste decorate per avere le stelle nella camera, di notte. Così passava il tempo, aspettando l'or... (continua) ![]() ![]() ![]()
Occhi negli occhi -Lo so, tu non ami le parole...-
-..............................................- -Io, mi perdo nei tuoi occhi, con un tuffo vorrei andare al di là delle tue pupille e nuotare nei tuoi pensieri, portando alla luce misteri e magie adagiati sul fondo del tuo mare...- -..............................................- -Oh, lo so, lo so, non ti chiedo niente, mi hai insegnato che l'amore tace le parole in più e parla di teneri silenzi, di carezze su ferite mai confessate- -..............................................- -Non essere geloso, se dico mai confessate ci devi credere, tu le hai comprese e asciugate, quando son diventate lacrima, che hai seguito attento fino a quando non è caduta sul cuscino, accanto a te- -..............................................- -Non sono triste,no, no, ma un dubbio l'ho... Sei proprio sicuro di non volere niente da me...? Sai, io sono un po' grande, e, perdonami un po' diffidente...sarà che hai bisogno di qualcosa?!- -.................. (continua) ![]() ![]() ![]()
Uno scatto C'è tanto caldo dentro di lei da sopraffare i brividi che la neve, scivolata dal ramo dell'abete al di sopra dei suoi capelli, le lascia entrare nel corpo, solo per un attimo.
Si è trovata fuori dalla baita. Spinta dalla rabbia di un rifiuto, dalla paura di affondare in una pozza di tristezza, dal bisogno di non dover più esserci. All'inizio ha contato i passi, uno dopo l'altro. Si è fermata col respiro grosso e le mani gelide, si è toccata il viso. Scottava, quasi una bruciatura. Dietro di lei le orme, da non contare, da lasciare andare alla neve che continuava a scendere. Giulio, suo marito, è rimasto nella baita con loro figlio, Edoardo. Guardavano la tv, quando Giulio, leggendo un messaggio sul telefono, ha alzato lo sguardo verso di lei -Francesco è bloccato dalla neve, dice che è sulla strada principale e non può proseguire, forse tornerà indietro- -Ma non può venire a piedi? Perché deve tornare indietro?- le si strozza la voce in gola mentre si siede. -Sei matta! Saranno... (continua) ![]() ![]() ![]()
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