RACCONTI |
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Soggetto Beta I°episodio Non esistevano limiti all'umano pensare del soggetto Beta e la dottoressa Gladis gli aveva donato quel potente soffio di vita, mai avrebbe immaginato che si sarebbe rafforzato come un mantice colmo senza smettere mai di insufflare furbizia e intelletto.
Lo osservava con occhio critico in ogni sua sfaccettatura, movenze o atteggiamenti appartenevano alla specie umana ma l'intelligenza artificiosa lo rendeva un soggetto con un fascino sconvolgente. Emanava sicurezza, sguardo penetrante, occhi scuri come la notte, leggeva altrui pensieri, alto e muscoloso, adatto a ogni genere di sport o lavoro, perfetto in tutto, doveva solo lasciarlo libero d'inserirsi nella società e studiarne i comportamenti. Munito di microchip ad elevata tecnologia, lei lo avrebbe seguito in ogni attimo del suo rapportarsi col naturale genere umano, solo lei e la sua fidata equipe oltre i finanziatori erano a conoscenza del nuovo esperimento in fase di collaudo vero e proprio. Le sue esigenze erano tali e quali ... (continua) ![]() ![]() ![]()
Soggetto Beta II°ep. Benjamin e gli incontri al circolo Benjamin è appena giunto nella casa assegnatagli dai finanziatori, monitorato costantemente dalla dottoressa Gladis o dai suoi collaboratori negli intervalli di riposo, anche lei aveva bisogno di staccare e di solito le notti le trascorreva nella sua abitazione poco distante dal laboratorio, in caso d'emergenza sarebbe potuta arrivare con le sue gambe in soli cinque minuti.
Intanto Benjamin: -Finalmente! Ora posso mettere a frutto e testare le nozioni di cui mi hanno costantemente bombardato, li stupirò, ho tante energie in corpo e in qualche modo dovrò scaricarle, non perderò tempo in preamboli, starò tra gli umani a confondermi con loro, mi circonderò di persone sane e importanti, leggerò i loro pensieri, li farò miei trasformandoli a piacimento. ![]() ![]() ![]()
Benjamin e i turbamenti episodio III° Sotto la doccia anziché rinfrescare le idee Benjamin progettava la prossima mossa, doveva frequentare tutti gli ambienti della città per raggiungere il suo scopo.
Più dati immagazzinava più il suo potere mentale aumentava, era stato programmato per studiare il comportamento umano, si era reso conto di potersi sostituire al loro Dio, li avrebbe manovrati a suo piacimento cercando di avvantaggiarsi economicamente senza nessun investimento. Brividi di eccitazione lo rendevano euforico, un'esaltazione mai provata stava invadendolo e non gli dispiaceva affatto. Gli era appena tornata in mente la brunetta che gli strizzava l'occhio quando suonarono alla porta: -Un attimo, arrivo- Si avvolse un'asciugamano nel muscoloso corpo coprendosi dalla cintola in giù e con stupore si ritrovò innanzi l'oggetto del suo pensiero. -Buongiorno Benjamin, mi manda la dottoressa Gladys, sono qua per aiutarti, sarò tua compagna in questa avventura, spero di esserti utile- ... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il guerriero della luce di Athomos. Egli era luce nella luce di Athomos in attesa che tutto si compisse nel desegno delle Dieci Tavole...
A niente sarebbero servite le suppliche di Bestiax di Gudroion. Xantidum, il guerriero predestinato, aveva occhi delle stelle di Bellantix e volto coperto dalla maschera luminosa della nebula Orix, il corpo era fluido magnetico luminoso delle costellazioni del quarto grado di Nortix. ![]() ![]() ![]()
Benjamin e la brunetta IV° episodio Benjamin non riusciva a frenare i suoi pensieri, travolto da sensazioni nuove e reali, non come quelle provocate in laboratorio, non poteva interrompere quella valanga d'emozioni che lo stavano conducendo alla pazzia.
Le carezze e i baci della bellissima creatura incollata su di se lo avevano spiazzato e nell'attimo che riuscì a riprendere fiato la scostò per osservarla meglio. Capelli e occhi scuri come mirtilli illuminavano un volto delicato dal colorito dorato come il resto che era riuscito a vedere, le guance arrossate la rendevano particolarmente affascinante, profumava di bocciolo di rosa e le sue labbra rosse come fragole erano gustosissime, corpo perfetto, gambe da sballo e seni alti e pieni. -Scusa cara non mi hai ancora detto il tuo nome, mi par di capire che tu sai tutto di me, anch'io vorrei sapere qualcosa di te-. -Mi chiamo Marika, sono un'insegnante di ballo e sono singol, ti ho visto al circolo e ho realizzato che sei il mio ideale di uomo e se non ti dispiace... (continua) ![]() ![]() ![]()
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