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CATENE D\'AMORE

CATENE D'AMORE
<<No!>> Si disse con convinzione, guardandosi allo specchio. Il duca di Hesterfilde, non poteva interessarsi ad una Miss Hunk qualunque. Eppure egli le aveva inviato dei fiori, quella mattina e nei giorni scorsi le aveva accordato il permesso di poter passeggiare sulla sua proprietà, ben più grande della loro.


Era girato verso la finestra. Jane Hunk era nel suo giardino, bene. Doveva trovare moglie, altrimenti non sarebbe entrato in possesso dell'eredità paterna. Certo aveva il lascito dello zio, morto quello stesso anno, fortunatamente senza lasciare eredi, pensò con cinismo. Tornò a concentrarsi sul suo problema, lei era una borghese, ma almeno era gradevole e giovane e la sua proprietà confinava con la propria, il che non guastava. L'idea di finire in catene non lo allettava minimamente ma ancor meno allettante era la prospettiva di dover rinunciare a quanto gli spettava. Era una sciocca clausola, pensò con rabbia. La sua sola fortuna era che non vi erano ivi indicati i requisiti che avrebbe dovuto avere la sua futura moglie e che Miss Hunk avesse una cospicua dote. Che era una borghese, si disse con una smorfia, poco importava in fondo lui era il duca di Hesterfilde e nessuno avrebbe mai osato criticare la sua scelta della sposa. Guardò l'orologio da taschino era giunto il momento di raggiungere la sua promessa.


<<Salve!>> rispose al saluto di Miss Hunk.<<Bella giornata?>>
<<Sì c'è un tempo davvero gradevole>> annuì.
<<È stata una fortuna incontrarvi.>> una fortuna ben calcolata, aggiunse tra sé
<<Questa proprietà è così grande!>> Ma era veramente così ingenua? Se era davvero così avrebbe avuto il suo ben daffare!
<<Sì davvero.>> Le disse fissandola fissa.
<<Volete accompagnarmi Milord?>> sorrise, ecco quello era il momento giusto.
<<Con immenso piacere>> Sorrise ancora. Miss Hunk non gli era indifferente e questo giocava a suo favore, avrebbe reso tutto più semplice, si congratulò con sé stesso per come stava andando il suo piano. Scambiarono ancora qualche parola sul tempo e sulla salute delle rispettive famiglie.
<<Vi piacerebbe debuttare a Londra?>>
<<Oh, sarebbe un sogno, ma vedete, secondo mio padre sarebbe meglio aspettare un altr'anno.>>
<<Perché mai?>> Le sorrise.. <<Se vi fa piacere, non c'è bisogno di aspettare, posso occuparmi io di ogni cosa. E stasera parlerò con vostro padre.>>
<<Davvero? Lo farete?>> al suo cenno affermativo gli buttò le braccia al collo.
Il Duca, si irrigidì. Quella ragazza era decisamente ingenua! La scostò da sé, non era il caso di certe inutili dimostrazioni d'entusiasmo. Quella sera stessa avrebbe scritto a sua zia per farle da Chaperon, e alla fine della stagione, quando ormai fosse entrata in società, l'avrebbe sposata. Guardò Miss Hunk, sembrava felice, a lui non importava, e sicuramente non condivideva un tale stupido entusiasmo, ad ogni modo non era compito suo, ci avrebbe pensato sua zia, lui si sarebbe limitato ad assicurarsi che Miss Hunk, non combinasse danni.


Dannazione! Dannazione a sua zia e a quello che aveva fatto a Jane! Quasi non la riconosceva, ogni giorno acquistava fascino ed ammiratori e già più e più volte si era ritrovato a respingere le loro proposte. E pensare che la stagione non era neanche a metà! Passò furioso le dita fra i capelli, non avrebbe mai ipotizzato che quella ragazza potesse avere un simile ascendente su di lui. In più di un'occasione era stato tentato di accettare una di quelle proposte e lasciare Jane al suo destino, ma l'idea che ella sposasse un altro uomo, non lo aggradava affatto. Stava impazzendo, lei con la sua ingenuità lo stava facendo impazzire! Era troppo ben disposta verso tutti e per niente avara nell'elargire i suoi radiosi sorrisi. Quella sera aveva davvero rischiato di diventar matto, soprattutto quando aveva scoperto che uno dei corteggiatori respinti aveva deciso di comprometterla, non sapendo a cosa sarebbe andato incontro. Jane era sua pensò, con rabbiosa gelosia. Gran brutto affare, aveva pensato ad un matrimonio conveniente e si era ritrovato ad amare Jane. Dannazione!


Jane era spaventata. Era seduta nella stanza dove in genere riceveva, sebbene fosse ancora molto presto. Ma aveva bisogno di riflettere o almeno di provarci, dovette riconoscere mesta, dal momento che non era approdata a nulla. Londra era piena di pericoli, ma ad ella non era capitato di sperimentarli fino in fondo, perché il duca era sempre pronto a difenderla da scandali e maldicenze, e più di una volta aveva ringraziato il cielo per la sua presenza e per la sua solerzia, ma avrebbe tanto voluto essere amata, così come ella lo amava, perché su questo non aveva dubbi, si era innamorata del duca di Hesterfilde.


Guadò il suo orologio da taschino. Era ancora presto per fare visita a qualcuno, pensò superando il maggiordomo di sua zia, ma aveva urgenza di parlare a Jane, e avere saputo che ella era già sveglia non aveva fatto altro che accrescere la sua smania. Entrò di prepotenza nel salottino, senza essere annunciato.
<<Donna voi mi state facendo impazzire!>> disse con foga, era scarmigliato e aveva gli occhi accesi da una strana emozione, così difficile da decifrare.
<<Io?!>> Jane era incredula e sorpresa.
<<Sì voi donna! Avevo pensato potesse essere una sposa adatta ed invece siete un uragano! Un flagello!>>
<<Vorreste spiegarmi?>> gli chiese ancora più atterrita dalla sua collera.
<< Mi sono battuto per voi, sto impazzendo dalla gelosia, e sento che morirò se non dovessi avervi! Sposatemi Jane! Ch'io sia dannato, ma vi amo!>>
<<Le mie preghiere sono state esaudite.>> Rispose lei ancora sorpresa ma felice buttandogli le braccia al collo. Egli la scostò da sé.
<<Fatemi capire donna, voi mi amate?>>
<<Sì!>> la risposta appena sussurrata ma decisa, fu sufficiente. La strinse contro di sé, incatenandola tra le sue braccia e la baciò fino a toglierle il respiro.


Il racconto è frutto della fantasia dell'autrice, ogni riferimento a fatti o cose reali è puramente casuale.




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Opera scritta il 03/09/2015 - 18:56
Da Marirosa Tomaselli
Letta n.1509 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Scusa mi correggo un pò, volevo scrivere
Cara Marirosa ogni tuo racconto anche se prevalentemente risultano di genere romance, ognuno di essi li reputo deliziosamente è splendidamente unici.

Purtroppo dal cellulare come ben sai mi capita di fare qualche errorino.


Giuseppe Scilipoti 26/01/2017 - 23:56

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Lo dico sempre che l'amore è una potente magia capace di sciogliere i cuori più duri e di accendere i cuori più bui o più cupi. Il duca voleva sposarsi per convenienza e invece col tempo si era innamorato, un amore tra l'altro corrisposto. Cara Marirosa ogni tuo racconto anche se prevalentemente risultano di genere romance, risulta deliziosamente è splendidamente unico. Sempre molto brava, capacità di scrivere ed emozionare alle stelle.

Giuseppe Scilipoti 26/01/2017 - 22:22

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Molto bello. Complimenti! Buona giornata

Milly Barattieri 05/09/2015 - 12:09

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Un piacevole racconto scorso... con interesse. Lieta giornata.

Rocco Michele LETTINI 04/09/2015 - 07:28

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Racconto bello e gradevole da leggere, mi è piaciuto molto. Brava, ciao

Anna Rossi 04/09/2015 - 02:30

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