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Graffi

Iridescenti,
fasci di luce
serpeggiano
sulle nostre mani.


Graffi scolpiti
come souvenirs immacolati.
Aspettiamo che il tramonto
muoia ancora, prima della sera.


Adagiate stille azzurrognole
sul ramato delle ciocche
tagliate dalle forbici
degli sfacciati Zefiri.


I miei graffi
li mostrerò alla luna,
come sempre.
Rinascerò da uno di essi,
prima o poi.




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Opera scritta il 11/12/2015 - 15:07
Da Gianny Mirra
Letta n.1333 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Graffi che spesso lasciano profonde cicatrici....Gianni ma tu sei forte vero? io sono certa che di nuova luce rinascerai..e in quella luce hai ancora tanto da dare..e tanto da ricevere...ma non più graffi..ma solo bene e amore...per adesso ti dono il mio abbraccio..e ti auguro una serena notte..ciao.

Maria Cimino 13/12/2015 - 01:46

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Mi era sfuggita, non so perché.
Poesia dalle metafore particolari, come in tutte le tue poesie del resto,molto bella anche la chiusa.Malinconica, ma con la possibilità di rinascita.
Dai graffi si rinasce sempre, anche scrivere serve, è catartico
Con simpatia
Nadia

Nadia Sonzini 12/12/2015 - 09:57

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Bellissima. Ciao

Sabry L. 12/12/2015 - 09:34

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