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Rabbia e desiderio

Amico mio, ascoltami.
Le nostre preghiere, il nostro silenzio,
il nostro sgomento dinanzi
ad una realtà che si sgretola,
e si ricompone
nei giacigli di una vacuità insana:
ci porta alla rabbia.
Gli attimi si compongono
in una sequenza che chiamiamo Tempo,
e gli diamo il significato
che prende il nome di esistenza.
Ma che vivere è . . .
Che sensazione è . . .
Questo chiodo fisso: la libertà
di potere scegliere,
e di fare di noi
ciò che vogliamo.
Il nostro sgomento,
la nostra frustrazione:
è tutto un desiderio.
Di urlare a dio di avere sbagliato
i calcoli,
che il suo disegno così
intelligente non è.
Amico mio, noi ci mettiamo
al posto di dio.
Vogliamo vivere al di là
della sequenza degli attimi.
Ghermire il Tempo.
Blandire il cuore.
Il desiderio di decadenza
ci sospinge un po' più in là . . .



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Opera scritta il 07/03/2016 - 14:40
Da Jonathan NonImporta
Letta n.1275 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Grazie a tutti
Una buona giornata

Giuseppe Centamore 08/03/2016 - 11:04

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Bellissima. Condivido...

Sabry L. 08/03/2016 - 06:37

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Poesia molto espressiva..ciao Giuseppe. complimenti.

Maria Cimino 07/03/2016 - 23:03

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UN SUPERLATIVO_ESPRESSIVO DECANTO... IL MIO ELOGIO E LA MIA LIETA SERATA.
*****

Rocco Michele LETTINI 07/03/2016 - 18:09

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