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VERSI CHE INCIAMPANO

Versi modesti, rifluiscono
veloci dal
tappeto greve delle mie
riflessioni.
Io non me ne
capacito: l'insana e inconsulta
tentazione di urlare a
cielo aperto il tuo
dissidio, e
pentirsene immediatamente
dopo.
Cos'è che ci
inganna, amico mio?
Perché ascolti
ancora: questa prosa fraudolenta, che si
nasconde dietro uno scorrere
interrotto?
Frasi rotte, che
chiamiamo versi; non
sono forse un singhiozzo strozzato da un
impeto che soggiunge?
non sono forse una grammatica
rabberciata? bricolage di
aggettivi dagli
inediti
significati?
Non siamo noi i
veri demiurghi di questi
osceni significanti?



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Opera scritta il 24/03/2016 - 12:54
Da Jonathan NonImporta
Letta n.1310 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Ciao Giuseppe dimmi chi è che non inciampa nel percorso della vita..sapessi quante volte inciampo io.. bella e molto espressiva questa tua poesia.. complimenti.. e auguri di una serena santa Pasqua. anche alla tua famiglia. ciao.

Maria Cimino 24/03/2016 - 23:36

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CHIARO ET SUPERLATIVO L'INTERROGATIVO ALLA TERZINA DI CHIUSA...
UN MEDITATO QUANTO OCULATO VERSEGGIO.
*****

Rocco Michele LETTINI 24/03/2016 - 18:45

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Grazie mille del commento positivo.
Saranno questi giorni un po' così che me l'anno ispirata: giorni in cui inciampo :)

Giuseppe Centamore 24/03/2016 - 18:19

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Ciao!
Davvero molto bella questa poesia! È complicato comporre una poesia su quello che significa "fare poesia", ma tu ci sei davvero riuscito benissimo. Hai molto talento! Sei diretto, anche e soprattutto attraverso le domande. L'immagine che dai dei versi è molto particolare! "singhiozzo strozzato", "frasi rotte"...fantastica! Siamo noi i demiurghi? Che bizzarri sentimenti che ci animano :)

Rossella Carmignano 24/03/2016 - 16:28

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