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INCOSCIENZA

Pezzo dopo pezzo
Ricompongo ciò che mi disarmonizza
Che mi storpia
Un tempo,lascivo e borghese
Apparecchiavo pietanze disumanizzate
Di Procaci e apatiche puttane
Negli angoli bui e silenti della città
Che Facevano da contraltare a delle risate sprezzanti
Distanti un nulla
Nei locali festanti
Poi il regresso lento e inesorabile
Con sottobraccio libri di Nietzsche e Schopenhauer
A inseguire sogni ingannevoli
I dubbi che tormentavano la coscienza
Agganciato ad un perno di vita
Dove io mi decomponevo per poi tornare a nuova forma
In un ciclo quasi sociopatico
E come ai postumi di una sbronza ora...
Rivoglio quel disordine non meccanizzato



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Opera scritta il 29/04/2016 - 20:36
Da Mirko Faes
Letta n.1344 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Grazie mille Francesco

Mirko Faes 02/05/2016 - 00:08

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Una volte che sei ubriaco di vita... vuoi continuare a vivere. I postumi della sbronza, in effetti, segnalano l'astinenza dalla vita stessa. Un bel componimento. Mi piace lo stile e l'espressivita, oltre che il contenuto di profondo significato. Complimenti sinceri.

Francesco Gentile 01/05/2016 - 11:30

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Grazie sabry l.approvo ciò che hai scritto.Peccato che è stata letta da pochi.È una poesia o un pensiero scritto in cinque minuti.la mia mente me l'ha indicata e io l'ho messa in pratica.Grazie comunque a tutti

Mirko Faes 30/04/2016 - 23:16

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L'incoscienza la conosco, la coscienza mi sforzo di capirla, il subconscio mi è familiare..Mi ha colpito,è molto dura ed efficace....la chiusa fa riflettere, anche io voglio quel tipo di disordine.L'ordine è solo caos messo a tacere...

Sabry L. 30/04/2016 - 08:00

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