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Purché sia lei

Dimmi quale dolore
sulla soglia adombrata
appena carezzata dal sole
hai provato?
Orfeo illuso...
Le voci si dimenano,
guizzano dal mare dei tuoi guai,
che incontrasti nella tua discesa,
poi nella tua salita.
Forse è tutto lì.
Fu un tormento il tuo canto.
Ella fu materia del tuo canto.
Orfeo tentato...
Che fai alle soglie di una natura
spoglia di parole?
incapace di dar sollievo, che ti nutre
con materia per il tuo canto?
E ti sovviene lei,
col viso adombrato dal tuo rimorso:
quello di non averla saputa trattenere;
da una memoria che si sforza di trattenerla
con un'immagine che più
non le appartiene.
Orfeo distratto...
Forse è stato il sole: rivedrò il suo volto
senza ombre!
Nuova memoria, nuova incandescente
materia del mio canto!
Dopotutto: cosa è lei, se non memoria?
se non un'altra nota
sul tappeto di pentagramma della tua bocca?
Orfeo disilluso...
Lei, col viso adombrato, chiama
le tue mani.
Poggi la lira alle soglie del sole.
Ridiscendi.
Siano le ombre, purché sia lei!
Né vero? Orfeo...



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Opera scritta il 04/02/2017 - 12:48
Da Jonathan NonImporta
Letta n.1414 volte.
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