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Canto

A volte canto una melodia di un amore
perduto,affondato nell'abisso del mare
che non ha fine.


Quella musica dei romantici incalliti
dei ridicoli, che si scherniscono e
credono ancora che l'amore ha un senso.


Quell'amore dei poeti perduti e mai
trovati, poi ritrovati che scrivono lacrime
e sospiri, di un amore andato perso, chissà
dove.


Mi stritolava le ossa quel serpente cruento,
desueto inferno succulento nella carne,
nel contempo non era niente.


Aveva un sapore di tempesta e sola s’aggirava
nel cuore e poi fermava ogni sospiro,
come un forte vento che sbatte e poi si calma.


Quel fuoco lento a poco a poco si è
spento, ora tace la brace e non brucia più
la pelle.




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Opera scritta il 21/03/2017 - 12:00
Da Giuseppe Buro
Letta n.1107 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


tace...ma scrivi divinamente

laisa azzurra 21/03/2017 - 19:11

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GIUSEPPE BURO...Non sempre l'amore è perduto a volte ha anche un senso. I poeti lo ricordano, lo cantano in ogni epoca, forse lo esaltano, ma lui è il motore della vita! Accendi la tua esistenza forse quella tempesta d'amore che hai nel cuore si calmerà e il fuoco tornerà a bruciare la tua pelle.
(In difesa dei poeti e dell'amore). Bella e interessante la tua poesia

mirella narducci 21/03/2017 - 14:34

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una stupenda poesia di un tuo passato 5*

GIANCARLO POETA DELL'AMORE 21/03/2017 - 13:36

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