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In terra d'Alpago

Smessa la pioggia apparver così
agli occhi del forestiero,
dal lago al limitar della piana
quegli archi di luce, tìnger l'Alpago.
Vide in terra da monti
cinta a mezza corona,
che nitidi apprestano i fianchi,
pendii digradar verde smeraldo.
Intravide nei racconti dell'antica progenie,
comporsi figure e sparir oltre
arroccati portici e distesi borghi;
scrutò contadini riappressarsi
ai domestici usi nelle gentili
valli ai piè delle cime e
in processioni devote
salire le genti ai santuari alpagoti.
Ancor poté egli mirar vedute
di case in pietra, adornate
da piccole tende alle finestre
e donne chiacchierar agli usci.
Alpago che sì, di notte par presepe.
Domani lassù un grande respiro
attraverserà gli uccelli di tela,
che variopinti giungeran a valle;
altre vele nel lago spiegheran le barche
al vento propizio.



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Opera scritta il 25/02/2026 - 23:43
Da Milena Bortoluzzi
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