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Alta marea

Erano gli anni dell’entroterra
quando avvertii il richiamo del mare,
la ragione mi invitò a fuggire
l’effluvio del sale invece no.


Gli spruzzi alitati dal vento
vellicarono le narici,
l’odore della salsedine
stuzzicò la mia fantasia.


Quella veduta mi incantò
e nello stupore io mi immersi,
esplorai fondali, caverne ed anfratti
e da quell’estasi non emersi mai.


Senza la stoica foga del vento
or pigramente il mare sonnecchia,
il turbine ha chetato le ire,
gesto che l’onda sembra patire.




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Opera scritta il 13/06/2026 - 19:11
Da Francesco Scolaro
Letta n.148 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Poesia davvero splendida. Un caro saluto

Gaetano Lo Iacono 17/06/2026 - 20:41

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È vero, emergere non è semplice: anche quando ci si riesce, si resta comunque ciò che si è, con ciò che si prova a donare per ritrovare un po’ di respiro.
Una poesia intensa, capace di far sentire il mare anche dentro. Complimenti davvero

MARIA ANGELA CAROSIA 15/06/2026 - 18:49

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Bellissima poesia... quella terza strofa poi...ciao Francesco

Milena Bortoluzzi 14/06/2026 - 09:58

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Lirica sul mare che le rende onore!

Maria Luisa Bandiera 14/06/2026 - 08:58

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